La pena di morte sempre più vicina alla fine

All’Onu si rafforza il fronte dei Paesi contrari alla pena di morte. È infatti passato un voto che rilancia la moratoria internazionale delle esecuzioni capitali, richiesta dall’Italia e dalle organizzazioni non governative. La terza commissione dell’Assemblea Generale ha approvato una risoluzione che rilancia la proposta di fermare il boia in tutto il mondo, in vista dell’abolizione totale della pena capitale. Il documento, che ora sarà mandato alla sessione plenaria dell’Assemblea che lo approverà in dicembre, ha raccolto 107 sì, 38 no e 36 astensioni. Ci sono stati passi avanti rispetto alla risoluzione precedente (votata con 106 sì, 46 no e 34 astensioni).
Hanno fatto un passo avanti, votando positivamente, Maldive e Mongolia (quest’ultima ha approvato una moratoria di fatto all’inizio dell’anno). Il Guatemala, di cui si temeva un’astensione o un no, ha invece dato luce verde. C’è stata qualche marcia indietro. L’Etiopia è passata dal sì al no. La Namibia ha preferito astenersi piuttosto che votare a favore. Altri Paesi che si erano detti a favore della moratoria (come Mauritius, Somalia e Vanuatu) non hanno votato. Si è ridotto, comunque, il numero di no, passati da 46 a 38. Per il ministro degli Esteri Franco Frattini «questo risultato si deve all’impegno dell’Italia, in stretto coordinamento con gli altri membri dell’Unione europea».