Pena di morte: tre giustiziati in Giappone, uno in Texas

Tokyo - Ieri l’Europa decide di presentare una moratoria della pena di morte all’assemblea generale delle Nazioni Unite. Oggi il Giappone giustizia tre detenuti per impiccagione. Gli Stati Uniti uno con un’iniezione letale.

L'esecuzione in Texas Nel carcere di Huntsville, in Texas, è stato giustiziato un trentenne condannato nel 1994 per duplice omicidio. L’uomo, Ryan Dickson, uccise un droghiere e la moglie durante una rapina per delle lattine di birra. Era appena diciottenne quando, con il fratellastro di 15 anni, entrò armato di una calibro 22 in una drogheria di Amarillo. È la quindicesima condanna a morte eseguita quest’anno negli Stati Uniti e la tredicesima nello Stato. Il condannato si è congedato chiedendo scusa ai familiari delle vittime e con un saluto alla sua famiglia.

Le condanne in Giappone Il ministero della Giustizia nipponico, come impone la procedura, non ha fornito particolari. Ma alcune fonti hanno rivelato che i giustiziati si chiamavano Yoshikatsu Oda, Masahiro Tanaka e Kosaku Nada e le sentenze sono state eseguite nei penitenziari di Tokyo, di Osaka e di Fukuoka. Sorprendono perché le esecuzioni capitali solitamente non avvengono quando il parlamento è riunito, per evitare che si creino discussioni sulla pena di morte. Infatti gli ultimi quattro condannati erano stati giustiziati il 25 dicembre, mettendo fine a una moratoria di oltre quindici mesi. 

Polemiche Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno più volte criticato le autorità giapponesi non soltanto per l’applicazione della pena capitale, ma anche per la segretezza con cui viene eseguita: i condannati ne sono informati all’ultimo momento affinché non possano presentare appello in extremis. La popolazione, secondo i sondaggi, è a favore della pena di morte per il recente incremento degli episodi di violenza. Nei bracci della morte giapponesi sono in attesa della forca circa un centinaio di condannati.