Penati fa l’americano: "Copiamo New York, agenti stranieri nella polizia"

Sa che il tema della sicurezza è prioritario nell’area metropolitana
milanese e che bisogna dare risposte concrete a una comunità che si
sente ogni giorno più minacciata. Per farlo, il presidente della
Provincia, si traveste da americano e va a ripetizione dai sindaci di
New York, Rudy Giuliani e da Michael Bloomberg

Sa che il tema della sicurezza è prioritario nell’area metropolitana milanese e che bisogna dare risposte concrete a una comunità che si sente ogni giorno più minacciata. Per farlo, il presidente della Provincia, si traveste da americano e va a ripetizione dai sindaci di New York, Rudy Giuliani e da Michael Bloomberg. Risultato? «Bisogna che negli organici della polizia, a partire dai ghisa, siano inseriti agenti di origine straniera» dichiara Filippo Penati, con dati alla mano che provano il nesso tra immigrazione e criminalità.
«È arrivato il momento anche qui, come già nella Grande Mela, di avere agenti rappresentanti di quelle etnie, per decodificarne i messaggi, per comunicare meglio e per comprendere meglio». Riflessione dell’inquilino di Palazzo Isimbardi che reclama «l’incentivazione dell’apparato repressivo per chi è qui clandestinamente e compie crimini» oltreché «la certezza della pena».

Uscita completata dal presidente della Provincia con l’annotazione che «l’assunzione di immigrati nella forze dell’ordine» permetterebbe «di far rispettare meglio l’ordinamento italiano» e sancirebbe «in maniera evidente la realizzazione del processo di integrazione delle comunità straniere nel tessuto del Paese». Riflessioni valutate di «troppo» e che spingono quindi alcuni consiglieri provinciali della maggioranza di sinistra a smarcarsi da Penati, come accaduto in passato quando l’esponente Pd fu messo sotto accusa per aver sostenuto che «i campi nomadi creano allarme sociale e minacciano la sicurezza». Tema, peraltro, più che sentito nei comuni della Provincia: dai risultati di un questionario promosso dall’amministrazione Penati emerge che un intervistato su due teme «la presenza incontrollata di immigrati», che tre residenti su dieci hanno «subito un reato» e che sempre tre vittime su dieci scelgono «di non querelare l’illecito subito». E quindi, secondo il 46 per cento degli intervistati, per arginare il fenomeno della criminalità occorre «aumentare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio», ovvero «il proprio territorio» è vissuto come «un luogo insicuro». Dettaglio: il pericolo «criminalità è maggiormente vissuto dalle fasce più deboli della popolazione che spesso abitano le periferie o sono a margine di zone a rischio». «Conferma di quanto sostenuto dalla Lega» chiosa Matteo Salvini: «Ma il sinistro Penati tenta di vendersi come decisionista a un mese dal voto politico e questo non sfugge ai cittadini. Chiaro il giochino del presidente. Così come lampante è assurdo pensare a vigili immigrati: i lombardi sarebbero così cornuti e mazziati». Per fronteggiare «l’invasione in atto» continua il capogruppo comunale della Lega «serve solo la chiusura delle frontiere e non il vigile romeno o cinese o albanese. Anzi, domani a Monza presenteremo un progetto di legge regionale per la “precedenza ai residenti nei posti di lavoro”».

Critica anche Forza Italia: «Alle spalle di Penati ci sono quattro anni di malgoverno della Provincia che si cancellano con un annuncio choc» osserva Bruno Dapei. «Quattro anni» afferma il capogruppo provinciale azzurro «mal spesi sul fronte sicurezza. E lo prova anche la decisione di Rifondazione sostenuta nel bilancio 2008 della giunta Penati di impegnare la polizia provinciale solo in reati di natura ambientale e togliere quindi ai ghisa di Palazzo Isimbardi la possibilità di intervenire concretamente contro la criminalità».