Penati gioca la carta del termovalorizzatore ma per i suoi alleati Verdi l’impianto è inutile

«Nessuna emergenza rifiuti, già definito il percorso per realizzare il nuovo termovalorizzatore». Virgolettato di Filippo Penati smentito dai Verdi che sostengono la sua (ri)candidatura alla guida della Provincia di Milano. «È inutile un nuovo inceneritore a Milano» replica secco Carlo Monguzzi, esponente dei Verdi: «Dopo le nostre pressanti richieste, Milano, sta anche avviando la raccolta degli scarti di cucina, che faranno lievitare la raccolta separata rendendo così inutile un nuovo inceneritore per la città».
Smentita che Penati non commenta anche se a tutti è evidente che «veti e diktat dei suoi alleati» sono un copione già visto: «Alle 17, Penati, annuncia la prossima realizzazione del termovalorizzatore. Alle 18, i Verdi, suoi alleati al primo turno, lo smentiscono» osserva Bruno Dapei, candidato Pdl al collegio Milano 1. Ancora una volta, sui rifiuti va in scena un déjà vu per le cronache cittadine che il candidato della sinistra sintetizza ricordando di «avere approvato il piano rifiuti in meno di 24 ore»: peccato che la realtà sia ben diversa, «il 19 novembre 2008 è stato commissariato dalla Regione Lombardia perché il piano rifiuti - sia la prima che la seconda versione - non hanno passato il vaglio tecnico regionale» spiega Dapei. Come dire: «Altro che approvazione in 24 ore come vanta lo smemorato Penati, che tace sulla futura localizzazione del nuovo impianto di cui, da commissario, ha ammesso la necessità».
E anche la Regione trova Penati assai poco «credibile» nella veste di presidente pro-termovalorizzatore: «Per evitare il rischio dell’emergenza rifiuti nel milanese occorre un nuovo impianto che non potrà essere realizzato con Penati alleato del partito del “no”». Dichiarazione che Massimo Buscemi, assessore regionale con competenza sui rifiuti, completa così: «Di fatto sui rifiuti con Penati si sono persi cinque anni. Mi sembra ovvio che se dovesse vincere, Penati, sarebbe sempre impossibilitato ad agire per i veti dei suoi stessi alleati».
Valutazione di chi, per sessanta mesi, ha seguito l’iter del piano provinciale rifiuti, «approvato solo con il commissariamento di Penati, al quale sono state trasferite tutte le prescrizioni che avrebbe dovuto adottare e tra queste la realizzazione del secondo termovalorizzatore di Milano». Insomma, Regione Lombardia sbugiarda la versione di Palazzo Isimbardi con tanto di avvertenza agli elettori del pericolo reale che Milano rischia di diventare come Napoli se Penati vince. Ma «l’8 giugno col cambio della guardia a Palazzo Isimbardi il problema rifiuti troverà la sua definitiva soluzione» annuncia Guido Podestà, candidato Pdl alla presidenza.