Penati premia la Rai: «Milano sede nazionale»

Un invito dalla Rai milanese a Filippo Penati, «fate meno telefonate a noi e più telefonate al consiglio d’amministrazione». Preghiera che Alessandro Casarin, caporedattore della sede di corso Sempione, fa pubblicamente al presidente della Provincia «affinché a Milano si producano più contenitori nazionali da inserire in palinsesto». E l’inquilino di via Vivaio, naturalmente, è d’accordo: «Ribadisco l’impegno di Palazzo Isimbardi nei confronti della Rai perché la sede ambrosiana sia considerata sede nazionale dai vertici di viale Mazzini e, quindi, come tale sia valorizzata».
Impegno con tanto di medaglia della Riconoscenza che Penati consegna alla redazione del Tgr Lombardia. Riconoscimento richiesto da Forza Italia, «dall’iniziativa politica del gruppo provinciale a sostegno delle rivendicazioni di chi, in corso Sempione, con coraggio e ragione, mette il dito della piaga della “questione settentrionale” che da tempo, troppo affligge la Rai» ricorda il capogruppo provinciale Bruno Dapei.
Ma la 52esima edizione della giornata della Riconoscenza - il «Premio Isimbardi» ovvero l’Ambrogino di via Vivaio - presentata dall’ex assessore della giunta Colli, Cesare Cadeo, si caratterizza anche per un premio al Giardino dei Giusti di Yerevan, capitale dell’Armenia, dove ogni albero testimonia la vita esemplare di chi ha scelto di opporsi a un crimine contro l’Umanità. Onore alla memoria decisa all’unanimità dal consiglio provinciale. Tra gli altri premiati il maestro Riccardo Chailly, il filosofo Massimo Cacciari, i giornalisti Gianantonio Stella e Manuela Ferri e «i cittadini che si sono distinti a favore della comunità».