«Penati prigioniero della sua maggioranza»

«Ormai non ci sono più dubbi: Filippo Penati è prigioniero della sua maggioranza. Quella che boccia BreBeMi perché “non è utile al territorio” e che non sa dire sì alla Tangenziale est esterna». Bruno Dapei, capogruppo di Forza Italia, sintetizza così dodici ore di consiglio provinciale, quel dibattito consiliare che nella notte tra giovedì e venerdì ha visto il centrosinistra respingere compatto gli ordini del giorno presentati dalla Casa delle libertà: «Documenti per invitare la Provincia di Milano a fare sia la Tem sia la BreBeMi, a passare cioè dalle parole ai fatti e nel rispetto di quanto già deciso nel Ptcp (piano territoriale di competenza provinciale, ndr). Impegno concreto che la confusa maggioranza di Palazzo Isimbardi non vuole assumersi».
Respinti, dunque, i vostri ordini del giorno. Anche col voto del presidente della Provincia?
«Respinti ma senza il voto dell’inquilino di via Vivaio. Penati ha infatti disertato il dibattito, dopo aver però intrattenuto l’assemblea per trentacinque e passa minuti sulle presunte responsabilità del governo Berlusconi sull’aumento dei costi finanziari di BreBeMi e dissertando intorno alla necessità di trovare il consenso dei sindaci sul tracciato della Tem ricevuto in eredità dall’amministrazione provinciale precedente. Peccato però che nel Ptcp vigente, quello della giunta guidata da Ombretta Colli, per la Tem non è indicato alcun tracciato bensì un “corridoio”, un’area diciamo privilegiata per la costruzione della Tangenziale est esterna».
Eppure sugli atti della giunta esiste un tracciato della Tem.
«Quello presentato al Cipe dalla società Tem ovvero dallo stesso Penati che, come Provincia, detiene il 48 per cento delle azioni. Come dire: in aula consiliare la Provincia ha votato contro se stessa».
La questione «tracciato» è dunque un falso problema.
«Assolutamente sì. Non esiste una delibera consiliare che approvi un percorso di questa infrastruttura. Penati blatera di consenso perché vuole sfruttarlo poi politicamente mostrandosi come l’uomo della provvidenza, quello che sa trovare la quadra del cerchio. Ma la sua maggioranza non l’assiste, non lo sostiene: né la Quercia che in via Vivaio è guidata da un esponente della sinistra diessina né Rifondazione che si trova a subire i ricatti della minoranza interna. E, attenzione, non gli va meglio con gli assessori alla Mobilità e al Territorio, rispettivamente il ds Paolo Matteucci e il verde Pietro Mezzi: entrambi sono contrari».
Resta però la volontà della Casa delle libertà di fare.
«E che, quindi, per la prima volta ci ha visto impegnati in una battaglia ostruzionistica per fare e non per impedire di far fare. Battaglia per uscire da una situazione d’impasse, di confusione politica che, in verità, già in passato ci aveva visto votare a favore per il rifinanziamento di Tem mentre verdi, comunisti e il rappresentante di Antonio Di Pietro si esprimevano contro».
Concludendo: prima della pausa estiva restano due sedute consiliari per consentire ai milanesi di poter avere una certezza, che la Tem si faccia. C’è qualche possibilità?
«Crediamo che la seduta dedicata alla variazione di bilancio possa riservare qualche sorpresa, che in quella sede la nostra battaglia ostruzionistica possa dare ai milanesi una speranza in più».