Penati s’inventa il sorpasso E Formigoni scoppia a ridere

Candidati col fiato sospeso in attesa del via libera di Silvio Berlusconi alle liste per le Regionali presentate dal Pdl lombardo e approvate dal coordinamento nazionale. Sono in molti a pensare che il presidente del Consiglio possa chiedere ad alcuni un sacrificio e un passo indietro per il bene della coalizione. Giancarlo Abelli, che guida le liste di Pavia, potrebbe essere destinato a un importante incarico nazionale. Resta da valutare anche qualche dettaglio del listino, a partire da chi sarà nella parta alta (cioè con la certezza di essere eletto) e chi dovrà «accomodarsi» nella seconda parte della lista bloccata.
Inoltre, rimane la questione dei posti che toccheranno alla Lega, che potrebbe correre da sola al primo turno nei quattro comuni di Vigevano, Voghera, Parabiago e Trezzano. Risolta invece la questione di Lecco, dove Roberto Castelli correrà con il sostegno dell’intera coalizione e Guido Boscagli guiderà la lista proporzionale (con la ragionevole certezza dell’elezione). A Mantova il candidato sindaco sarà Nicola Sodano e quindi sul proporzionale si affronteranno il vicepresidente del consiglio regionale, Enzo Lucchini (che non ha accettato la candidatura a sindaco), e Carlo Maccari di area An. A Lodi è candidata Monica Guarischi.
Il Carroccio dovrebbe avere cinque posti nel listino, di cui due nella parte alta, destinati a Andrea Gibelli, indicato come vicepresidente della Regione, e Giulio De Capitani, presidente del consiglio regionale. Tra i primi otto nomi, subito dopo Roberto Formigoni, per il Pdl si trovano il capogruppo formigoniano del Pdl, Paolo Valentini Puccitelli, il capogruppo di An, Roberto Alboni, l’ex assessore provinciale e attuale responsabile organizzativo regionale, Doriano Riparbelli, il geometra di Macherio, Francesco Magnano, e l’ex fisioterapista del Milan, Giorgio Puricelli. Nella seconda parte del listino figurano l’ex assessore regionale all’Ambiente, Marco Pagnoncelli, i due esponenti di An Pietro Macconi (bergamasco) ed Enrico Mattinzoli (di Brescia). Infine Nicole Minetti, igienista dentale del San Raffaele.
Sarebbe fuori Sveva Dalmasso, consigliere regionale nelle ultime due legislature e vicina al presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, a causa della regola decisa per tutti che non è possibile correre per più di due volte nella lista bloccata. Resterebbe invece fuori dalla parte alta della lista Monica Rizzi, alle scorse elezioni eletta a Brescia dove adesso correrà il figlio del Senatùr, Renzo Bossi). Segue l’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani e sono ancora in dubbio Mario Cavallin e Cesare Bossetti. I candidati dal numero nove al numero sedici rischiano di non essere eletti se la coalizione Pdl e Lega raccoglierà percentuali oltre il 61-62 per cento.
Nell’attesa del via libera definitivo alle liste, le schermaglie elettorali sono in pieno svolgimento. Filippo Penati sostiene di essere davanti a Roberto Formigoni nei sondaggi su Milano. Formigoni replica: «È una barzelletta». Penati ha dichiarato il vantaggio a Telereporter: «Sono in vantaggio non solo per i recenti episodi di via Padova o per i fatti di corruzione che hanno investito il Pdl a Milano, ma anche perché i milanesi sono ormai convinti che serva un cambiamento». Secca la smentita del governatore: «Penati sta imparando la lezione da Berlusconi e infarcisce la campagna elettorale di barzellette e battute di spirito. Il suo vantaggio elettorale a Milano è di meno venti».