Penati: «Se Alitalia fallisce per Milano non è una tragedia»

Nuova Alitalia, Filippo Penati smentisce se stesso. Una decina di giorni fa, il presidente della Provincia, si diceva pronto ad entrare nel board della nuova compagnia di bandiera. Partecipazione del valore di duecentocinquanta milioni ovvero la quota di Sea detenuta da Palazzo Isimbardi. Adesso, però, l’operazione Alitalia non gli piace più. Anzi, sottoscrive la valutazione firmata da Pd, «il giudizio è radicalmente negativo».
Sostenendo la cordata della new Alitalia, secondo Penati, si «sta dalla parte di pochi a scapito del tessuto imprenditoriale e economico dell’area metropolitana». Conseguentemente, l’inquilino di via Vivaio, reclama «lo spazio per una trattativa anche con gli enti territoriali milanesi», prima di concludere il confronto con i vertici del Cai, la nuova compagnia di bandiera. Altrimenti? Be’, «ci hanno raccontato un sacco di balle». Sintesi davvero sorprendente di una vertenza condotta dall'esecutivo con le rappresentanze dei lavoratori. Naturalmente, Penati, si augura che «Alitalia non fallisca», ma se «fallisse - dice - non sarebbe una tragedia per Milano». E spera che «la trattativa si chiuda positivamente» e che «Alitalia allenti la presa e tolga le mani dalla gola di Malpensa e Linate». Giudizio che Penati accompagna con la speranza che «il governo faccia la sua parte ovvero liberalizzi i diritti di volo» e, di conseguenza, anche «il mercato farà la sua parte, Milano e il nord non hanno mai avuto paura del mercato». Chiaro invito al governo Berlusconi di «impegnarsi a liberalizzare i diritti di volo». E, allora, l’appello che il Pd lancia - dopo aver definito, per bocca di Andrea Martella, ministro ombra per le Infrastrutture, «bad company» la nuova Alitalia: «Chiediamo a Roberto Formigoni e a Letizia Moratti di aprire una vertenza vera e propria nei confronti del governo. Li sfidiamo a farlo perché occorre ridefinire gli accordi bilaterali e questo è il punto fondamentale e strategico per il futuro di Malpensa» fa sapere Maurizio Martina, segretario regionale Pd. E Linate?
Il futuro del city-airport lo tratteggia Ezio Casati, segretario cittadino Pd: «Se resta solo una navetta Milano-Roma, in due anni si rischia di perdere anche questa perché ci sarà anche l’alta velocità a giocare un ruolo importante sul mercato». Dettaglio mai dichiarato e con evidenti ricadute sul sistema aeroportuale milanese che, comunque, non impedisce al Pd di rilanciare «la possibilità di sinergie sull’asse Torino-Milano-Venezia» e di accusare il centrodestra lombardo di «fare solo propaganda».