Penati si dimette ma prima boccia Albertini

Ci ha pensato quasi due giorni. Di fronte al verdetto di domenica, con la vittoria del Vendola milanese Giuseppe Pisapia che ha stracciato con cinque punti di distanza il candidato del partito Stefano Boeri, ieri Filippo Penati si è dimesso dagli incarichi nazionali. Il capo della segreteria di Pierluigi Bersani ha ammesso che di fronte all’esito delle primarie «è necessaria una mia assunzione di responsabilità, io ho condiviso e sostenuto la scelta della direzione provinciale milanese di candidare Boeri». Ora chiede al partito di «sostenere subito la campagna per Pisapia, senza cedere a ipotesi di terzo polo e Albertini sindaco». I consiglieri comunali del Pd hanno confermato invece all’unanimità la fiducia al capogruppo Piefrancesco Majorino che ieri si è presentato a Palazzo Marino per rimettere l’incarico.
E ieri per Albertini è stato giorno di consultazioni romane. L’ex sindaco ha visto ha visto Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli. «In quest’ordine», come puntualizza il protagonista del corteggiamento politico delle ultime settimane. Più volte ha fatto sapere di volere una copertura del Pd sulla fascia sinistra per scendere in campo con il terzo polo. Al momento non se ne fa nulla, anche se l’appuntamento è rinviato al 27 novembre a Milano, a una tavola rotonda organizzata da Cacciari, una prova di terzo polo. Attesa che potrebbe concludersi con un ulteriore diniego. Il Pd milanese per ora non gli ha spalancatole braccia: anche Civati assicura che «al momento l’ipotesi Albertini non ci riguarda».