«Penati smetta di fare la crocerossina dei rom»

Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano, dalla Provincia sostengono che il prefetto Gian Valerio Lombardi, supercommissario anti rom, non ha poteri. Che ne pensa?
«Non sanno quello che dicono né sanno di sgomberi: infatti, Filippo Penati non ha mai - ripeto - mai collaborato a sfrattare un solo rom né da Milano né dalla provincia. Anzi, gli ha perfino comprato una casa in via Varanini con i soldi pubblici».
Un milione e passa per ospitare gli sgomberati della favela di capo Rizzuto, dopo aver promosso i «villaggi solidali».
«Impossibile dimenticarsene. Mentre il Comune insieme alla prefettura e alla questura collaboravano per sgomberare i campi abusivi, Penati e i crocerossini di via Vivaio progettavano una rete di piccoli campi spalmati nei comuni dell’hinterland. Quaranta, per la precisione. Con modello il "villaggio solidale" di Cologno Monzese. Domanda: che fine hanno fatto?».
Be’, l’unico esistente è quello di Rho sostenuto economicamente da un contributo di 300mila euro della Provincia «per l’avvio delle strategie d’integrazione».
«Ue’, dovevano essere un "modello" per l’Europa. E, adesso, vorrebbero darci lezioni di "tolleranza zero": dài, non scherziamo».
Penati reclama che non un soldo del milione stanziato dalla Provincia sia speso per «traslochi».
«Ma di quali traslochi vagheggia? Penati sa bene che il provvedimento mai firmato dall’ex ministro dell’Interno Giuliano Amato non parlava né di sgomberi né di allontanamenti né di espulsioni. Sa qual è la verità?
Prego, vicesindaco.
«Il governo Berlusconi in 20 giorni ha fatto più del governo Prodi in 2 anni. La nomina del prefetto è passo fondamentale e le polemiche di Penati lasciano il tempo che trovano, sono solo chiacchiere».
Vabbè, chiacchiere condite da capriole degne di uno studio di psicanalista, osservano quelli di Rifondazione.
«Giustissimo. Auguriamo a Penati di risolvere infatti al più presto il suo caso di coscienza. E, se necessario, gli offro copia di quella bozza da lui firmata il 20 settembre 2006 in prefettura dove, nero su bianco, diceva "sì" agli interventi per censire i rom e allocarli fuori Milano. Carta canta e Penati taccia».
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