«Da Penati soldi ai concorsi per writers ma resta l’amianto nel 15% delle scuole»

Cinque anni di sinistra al governo della Provincia e il risultato è che «solo una scuola è stata messa in sicurezza». Ma non finisce qui. «Per quanto riguarda l’amianto c’è più di un 15 per cento di strutture scolastiche che attendono di essere bonificate». Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ascolta la denuncia del candidato Pdl alla Provincia di Milano, Guido Podestà. Annuisce il ministro Gelmini mentre Podestà svela il malgoverno di Filippo Penati: «Un 15 per cento di edifici con l’amianto da bonificare, un numero ancora più rilevante di scuole da mettere in sicurezza e, poi, la necessità, l’urgenza di riammodernare e realizzare nuove scuole».
Un impegno che il candidato Pdl a Palazzo Isimbardi stipula con scolari e genitori: «La nostra Provincia utilizzerà le risorse a disposizione per finalità che le sono proprie. Già, in questi anni i fondi pubblici sono stati utilizzati in modo improprio, ad esempio per l’acquisto della maggioranza di Serravalle». Insomma, i milanesi dopo l’8 giugno, continua Podestà, potranno «stare tranquilli che, noi, non faremo l’assessorato alla pace e non faremo il concorso per i graffitari ma utilizzeremo quelle risorse per dare ai ragazzi delle nostre scuole la possibilità di studiare e di vivere in aule consone e sicure».
E mentre Penati ribatte di aver investito «230 milioni in cinque anni», Podestà sventola il bilancio della Provincia e pure la cartina della rete autostradale «dove si scopre che Penati non ha neppure usato i soldi dei milanesi per realizzare un solo chilometro». In compenso, chiosa il coordinatore nazionale Pdl, Denis Verdini: «Penati usa il denaro pubblico e le Istituzioni per farsi propaganda. Il Garante per le comunicazioni condanna questa violazione di legge che Penati ha commesso e che è elemento distintivo tra chi intende la cosa pubblica come noi e chi, la sinistra, come cosa privata». Con l’aggravante, aggiunge il ministro Gelmini, che «Penati usa risorse pubbliche per fare campagna elettorale in un momento di grandissima difficoltà economica»: «Spero non sia vero perché altrimenti sarebbe un fatto gravissimo. Penati è quindi sempre più simile a Walter Veltroni, è di sinistra “ma anche” di destra, è di sinistra “ma anche” della Lega, a seconda del marketing politico che gli conviene». Perfino «sua mamma non lo riconosce più», ironizza il ministro della Difesa Ignazio La Russa: «Neanche la mamma lo riconosce. Un giorno si traveste da uno di destra, un giorno è a favore della sicurezza, un giorno insegue gli immigrati per le strade. Sì, poveretto, non sa più cosa fare». Le tenta tutte, Penati, pur di «sorpassare, lo dice lui» Guido Podestà che, infatti, è avanti nei sondaggi: «Guido è un candidato assolutamente adeguato e tornerà a far vincere il centrodestra», aggiunge il ministro La Russa che giudica «incredibile che in una realtà come la Lombardia la Provincia di Milano sia ancora in mano alla sinistra».
Ma il voto del 6 e 7 giugno, spiega Mariastella Gelmini, cambia la musica: «La nostra presenza testimonia quanto sia importante la vittoria di Podestà, la sfida alla Provincia la vogliamo raccogliere e vincere e crediamo che Guido sia la persona giusta per mandare a casa Penati».