«Penati usa via Lecco come uno spot»

La collaborazione istituzionale sul caso dei rifugiati di via Lecco è durata solo pochi giorni. Ieri si sono riaccese le polemiche tra Provincia e Comune. A scatenare la bagarre l’incontro a Palazzo Isimbardi tra il presidente Filippo Penati e i rappresentanti dei profughi. Elemento della discordia le dichiarazioni del presidente della Provincia: «L’unico interlocutore dei rifugiati sono io. E spero di non vedere più a Milano uno sgombero il 27 dicembre con 11 gradi sotto zero e senza alternative pronte. È stata un’umiliazione per la città vedere certe scene». Seccata la replica degli assessori comunali che si occupano della vicenda, Tiziana Maiolo e Guido Manca: «Penati non ha nessuna competenza in materia, ma visto che si annoia si intromette nelle competenze di altri enti. È un guastatore disfattista che cerca pubblicità sulla pelle dei rifugiati». Intanto restano da sistemare solo 70 profughi dopo l’offerta della Provincia che ha messo a disposizione l’ex convitto di viale Piceno, dove saranno alloggiati i 60 sudanesi oggi in viale Ortles. «Mentre dal 16 gennaio - fa sapere il Comune - sarà pronto l’ex asilo di viale Fulvio Testi per gli eritrei di via Pucci».