Penati vede nero: il Pd a 30 punti da Pdl e Lega

(...) giudizio dell’elettorato su cinque anni di (mal)governo della giunta di centrosinistra.
Ma, attenzione, c’è pure un’altra percentuale da segnarsi e far circolare: la rilevazione Euromedia research assegna alla coalizione che sostiene Guido Podestà il 56,1 per cento delle preferenze contro il 33,5 per cento che va alla coalizione pro-Penati. Sì, avete letto bene: la differenza tra Pdl-Lega-Nuovo Psi e Democrazia cristiana rispetto all’alleanza Pd-Italia dei Valori-Verdi-Sinistra per la Provincia e la Lista Penati presidente è di 22,6 punti. Come dire: la sinistra per Penati è doppiata dal centrodestra. Il Pdl conquista il 36,9 (con un indice massimo al 39,9) e migliora tutte le valutazioni elettorali precedenti sia di Fi che di An. Seguono Lega Nord (18,3), nuovo Psi (0,5) e Dc (0,4). Totale: 56,1 per cento, ossia undici punti in più rispetto alle Provinciali 2004 e 5,4 per cento in più sulle Politiche 2008. Entrando, poi, nei particolari della sinistra, secondo le preferenze degli elettori intervistati, il Pd è al 25 per cento - contro 32 alle Politiche 2008 - con dietro Italia dei Valori (5,0), Verdi (1,5) e Sinistra per la Provincia (1.3). Sorpresa per la Lista Penati presidente che, nonostante le aspettative e la forza d’immagine del presidente uscente, conquista una percentuale pari allo 0,7 per cento.
Evidente, insomma, già dai numeri che il candidato Penati è a fine corsa, che a due settimane dal voto non riesce più a strappare consensi e che ogni giorno che passa è un’altra sofferenza in più. L’afferma quel campione intervistato da Euromedia research: la sinistra di Penati alza bandiera bianca. Tra l’altro, comunque, il dato della coalizione che sostiene Filippo Penati mostra un’incrinatura non da poco: mentre il candidato è al 43,4 la sua coalizione è al 33,5, ovvero c’è una differenza di 14,9 punti percentuali che, detto brutalmente, significa “voti al candidato non voti il partito”. Un dato che, senza forse, interesserà e non poco politologi e sondaggisti desiderosi di scoprire incrociando i numeri dove saranno finiti i consensi mancati a Pd, Italia dei Valori and company. Già, però si può osservare che Penati - certamente in vantaggio iniziale su Podestà perché presidente uscente e perché partito in anticipo sui tempi elettorali - non gode affatto del trascinamento del Pd e che, poi, quando gioca la partita con la Lista del presidente non riesce neppure a superare l’un per cento.
Ritorniamo però ancora dentro il sondaggio - realizzato, ricordiamo, lunedì 18 maggio con metodologia Cati su un campione rappresentativo dell’universo di riferimento per sesso, età, area geografica e condizione professionale -; il sondaggio per quanto riguarda gli altri candidati dà Enrico Marcora - Udc - 2 per cento; Massimo Gatti - Rc e Comunisti italiani - 1,8, Carla De Albertis - NorDestra - 0,5 e, ancora, Max Ferrari - Lombardia autonoma - 0,4, Elisabetta Fatuzzo - Pensionati - 0,5, Duilio Canu - Forza Nuova - 0,3. Chiudono Piero Maestri - Sinistra critica - 0,2, Dolfi Diwald - No box - 0,1, Amedeo Santoro - Lega Lombardo Veneta - 0,5 e Natale Azzareto - Partito comunista dei lavoratori - 0,7.
Fin qui il sondaggio che conferma quello che già era nell’aria e che la sinistra sapeva: per Penati non c’è corsa, il distacco da Guido Podestà è una percentuale pesante come pietre e destinata a segnare le ultime due settimane di campagna elettorale, dopo anche la svolta impressa da Silvio Berlusconi.