Penati vuol buttare i rifiuti in Brianza Anche Seregno si schiera per il «no»

Franco Sala

Di nuovo scintille tra Giacinto Mariani, il sindaco di Seregno e il presidente della Provincia Filippo Penati. «Il lupo perde il pelo ma non il vizio: dopo il campo nomadi ci riprova con la discarica», commenta così Mariani la notizia secondo la quale la giunta di Palazzo Isimbardi intenderebbe autorizzare un’impresa siciliana a realizzare un impianto per lo smaltimento di rifiuti sul territorio del comune di Carate Brianza, al confine con Seregno.
Appresa la «novità», il primo cittadino ha inviato un fax al presidente della Provincia per chiedere chiarimenti. «Ancora una volta Penati prende decisioni importanti sulla testa dei seregnesi senza informarci ufficialmente. È un atteggiamento intollerabile. Abbiamo bloccato il campo nomadi e intendiamo fare la stessa cosa con la discarica. Il sindaco di Carate, Marco Pipino, che è interessato direttamente, ha già espresso parere contrario. Noi intendiamo appoggiarlo in questa battaglia».
L’impianto dovrebbe sorgere lungo la Valassina sul territorio del comune di Carate, ma proprio a ridosso del confine con Seregno. «Il nostro territorio – commenta Mariani – subirebbe maggiormente le conseguenze di un simile impianto. In considerazione di ciò la Provincia avrebbe dovuto coinvolgerci». In Italia sono oltre 1.300 gli impianti autorizzati per legge; oltre 8 milioni di euro il fatturato delle organizzazioni criminali che gestiscono il business illegale dei rifiuti speciali; quasi 40 milioni di tonnellate di rifiuti speciali sono scomparsi dal 1999 al 2001. «Sono dati allarmanti. Il problema dello smaltimento dei rifiuti – conclude il sindaco - è un problema serio che non riguarda solo la salute pubblica. È anche un problema di criminalità organizzata che va affrontato coinvolgendo tutti i soggetti interessati». L’altro giorno, intanto, Attilio Gavazzi, il vicesindaco e consigliere provinciale azzurro, ha presentato un’interpellanza urgente all’assessore provinciale Bruna Brembilla, che forse per placare le polemiche ha confermato l’esistenza della domanda presentata da una ditta siciliana ma «la stessa per la Provincia resterà tale».
«Filippo Penati e la sua giunta – aggiunge Gavazzi – assumono decisioni che ci riguardano, senza informarci e neppure rispondendo alle richieste di chiarimento del sindaco. Non mi sembra un modo corretto di trattare con i comuni. Ancora una volta, abbiamo sperimentato quale sia il metodo di governare della maggioranza guidata da Penati».