Penderecki: «Mi ha ispirato Wojtyla»

Il maestro polacco propone le partiture dedicate al papa e le «Quinte» di Schubert e Beethoven

Pietro Acquafredda

Era da molti anni, più di dieci, che Penderecki non veniva a Roma. L’ultima volta, nella sala Nervi, alla presenza del papa polacco, aveva diretto alcune sue opere; ma per il celebre compositore Roma è sempre «wonderful»; e assai viva la memoria di Giovanni Paolo II, ex arcivescovo di Cracovia, la medesima città nella quale Penderecki ha studiato e diretto il Conservatorio. «Ci conoscevamo dagli anni Cinquanta. Quando poi divenne arcivescovo di Cracovia i nostri rapporti si fecero più intensi; mi sollecitava spesso a scrivere qualcosa per la chiesa, dicendomi che tutti i grandi compositori l’avevano fatto. Ma l’allora arcivescovo, aveva in fatto di musica sacra e liturgica idee molto particolari. Gli piacevano le chitarre - e io per chitarra non avrei mai scritto; e sosteneva che la musica liturgica dovesse essere "semplice"; mentre io replicavo che la grande musica sacra del passato, gradita e apprezzata dai fedeli e dal clero, non era semplice, e che popolare non è necessariamente sinonimo di semplice». Penderecki sale sul podio dell’Orchestra sinfonica di Roma per dirigere opere sue (Agnus Dei e Ciaccona, quest'ultima scritta all’indomani della morte del papa polacco) ma anche due celebri Quinte: di Schubert, in apertura, e di Beethoven. «Mi piace dirigere; e l’Orchestra di Roma ha belle possibilità. La direzione fa bene anche a un compositore; dirigendo la sua musica, gli permette di manifestare intenzioni che la scrittura musicale spesso non è riesce a esprimere». Perché tanta musica religiosa nella sua produzione? «È la mia anima polacca; del resto una delle mie prime opere, fra quelle che mi ha dato grande popolarità, fu proprio la Passione secondo Luca, degli anni Sessanta». Penderecki, uno dei compositori più eseguiti al mondo, lo è da sempre specie con le opere del primo periodo, quelle più sperimentali. Come mai? «Non so dire. Continuo a scrivere musica (ho appena terminato la mia Ottava sinfonia e sto completando la Sesta, destinata ai Wiener Philharmoniker) ma le musiche molto complesse e sperimentali dei miei esordi, sono ancor oggi fra le più richieste. Forse il minimalismo americano e gli altri minimalismi hanno fatto il loro tempo».
Auditorium della Conciliazione. Orchestra sinfonica di Roma. Musiche di Schubert, Beethoven Penderecki. Direttore Krzysztof Penderecki. Oggi alle 17 e domani alle 21. Info: 06-44252303.