Pendolari contro la Regione Regione contro le Ferrovie

Per primi ci hanno pensato i pendolari del Levante. Ma c’è da credere che in molti seguiranno l’esempio, in tutta la Liguria. I forzati dei binari del Tigullio, al termine di uno dei soliti viaggi d’inferno hanno deciso di costituire un coordinamento per dare voce alle migliaia di utenti del comprensorio che ogni giorno si scontrano con i disservizi ferroviari. Prima mossa una raccolta di firme e una lettera al presidente della Regione, ed ex ministro dei Trasporti, Claudio Burlando.
La missiva fa riferimento al «settore in cui lei vanta un’indiscussa esperienza sul campo». E chiede un «suo impegno personale affinché il problema del trasporto pubblico venga affrontato in sede politica e amministrativa». Anche perché, puntano il dito i pendolari: «Le assicurazioni pervenute dalla direzione romana di Trenitalia non hanno portato ad alcun cambiamento e ci vediamo costretti a sottolineare vecchie e nuove carenze. Dalle frequenti e inaspettate soppressioni di convogli regionali e metropolitani, alla chiusura di carrozze di treni già in viaggio, ai ritardi quotidiani che raggiungono talvolta i 60 minuti. Per non parlare dell’igiene e della pulizia delle carrozze, nota dolente, della carenza di informazioni ai passeggeri, della chiusure di numerose biglietterie e del cattivo funzionamento di quelle automatiche». Ergo: «Confidiamo che il presidente Burlando solleciti risposte ai gestori del servizio».
Chiamata in causa, ieri la giunta ha scritto una letteraccia, bontà dell’assessore ai Trasporti Luigi Merlo, direttamente all’amministratore delegato di Trenitalia, Roberto Testore. Basta con i rinvii e le promesse, i disservizi in Liguria vanno cancellati in tempi rapidissimi con un pacchetto di interventi e tempi certi, è il senso. «La Liguria - è il primo affondo di Merlo - si lascia alle spalle un biennio fitto di difficoltà, guasti, ritardi, inefficienze che lasciano perplessi sulla reale possibilità o capacità di Trenitalia a venire incontro all’utenza con miglioramenti quantomeno percepibili dai passeggeri». Poi l’attacco: «Non si può pensare che debba diventare una consuetudine il ripetersi di soppressioni di treni, guasti ai locomotori e alle linee, mancanza di personale, vagoni che viaggiano a porte bloccate, mancato funzionamento degli impianti di climatizzazione, ritardi, informazioni poco tempestive ai viaggiatori, scarsi livelli di pulizia delle carrozze». Tanto più che, rivendica l’assessore, le tratte liguri «costituiscono un bacino di particolare peso e ruolo nel panorama nazionale». Invece: «Il parco carrozze e motrici lascia interdetti, per l’anzianità e per la tipologia, troppo spesso non idonea».
La Regione chiede interventi immediati, in vista di un incontro con i vertici di Trenitalia in programma il 4 agosto. Chi viaggerà, vedrà.