"Pendolari" per ritirare una lettera e i residenti picchettano le Poste

Chiuso l’ufficio di via Massarenti, gli abitanti, in maggioranza
anziani, costretti a prendere tre mezzi per raggiungere la sede di via
Appennini

Al via nuove mobilitazioni in zona San Siro. I residenti del quartiere, a due passi dallo stadio Meazza, questa volta si preparano a picchettare l'ex ufficio postale di via Massarenti. Deposito per il ritiro di pacchi e raccomandate, l'ufficio postale ha chiuso i battenti tre anni fa lasciando ai cittadini un semplice avviso affisso sul portone d'ingresso e un nuovo rompicapo da risolvere: azzeccare la giusta combinazione di fermate metropolitane e di autobus per raggiungere in un colpo solo il nuovo ufficio postale trasferitosi in via Appennini 77.
Per il ritiro di pacchi e raccomandate i residenti di San Siro sono costretti a migrare in un'altra zona e a farsi strada tra gli edifici residenziali del quartiere Gallaratese, all'interno del quale è ubicata la nuova sede della posta. Dieci chilometri, tondi tondi, andata e ritorno per ricevere tra le mani la fatidica raccomandata. Un gioco da ragazzi, forse, per chi può utilizzare un'automobile, un po' meno, assai meno per la verità, per chi deve arrivarci da semplice pedone.
I pendolari della raccomandata, ovvero i 16mila residenti del quartiere, per raggiungere l'ufficio postale viaggiano tenendo a disposizione sempre una cartina. Il primo passo è aspettare pazienti l'autobus della linea 49 direzione piazzale Lotto, poi prendere la metropolitana, la linea rossa in direzione Rho-Fiera e scendere dopo cinque fermate in San Leonardo. All'incirca 30 minuti, minuto più minuto meno. Ma attenzione perché non è finita qui, una volta fuori dal metrò tocca scarpinare per un quarto d'ora e poi finalmente si raggiunge l'ufficio postale.
Una traversata non da poco soprattutto se si considera che la prontezza negli spostamenti e la forza di camminare non è più nelle corde di questi cittadini: l'80 per cento dei residenti del quartiere ha, infatti, un età media di 70 anni.
«È un'indecenza - sbotta Lucia Guerri, presidente e portavoce del comitato di quartiere - siamo stufi di essere puntualmente trattati come cittadini di serie b e anche questa volta ci faremo sentire». Avvezzi alle proteste e alle mobilitazioni i residenti di San Siro si preparano anche questa volta all'ennesimo presidio in un crescendo di rabbia e scontento.
Intanto Amalia, 76 anni, incrocia le dita sperando di non ricevere mai nessun pacco: «Ritirare un pacco è diventato un percorso ad ostacoli, - confida la donna - qualche volta chiedo aiuto a mio figlio, ma spero sempre di non ricevere mai nulla». Ad appoggiare i residenti anche il Consiglio di zona 7 per voce del consigliere Diana De Marchi: «A breve presenterò una mozione in consiglio per la risoluzione della questione - fa sapere De Marchi -. Mi impegnerò perché possa riaprire l'ufficio postale». La proposta del consigliere è semplice: accorpare il servizio di ritiro raccomandate e pacchi all'ufficio postale di via Altamura. In questi tre anni i residenti hanno confidato nella promessa che l’ufficio avrebbe riaperto. La promessa però è caduta nel vuoto, le Poste hanno ribadito che il vecchio ufficio non riaprirà «ma che si terrà conto delle aspettative dei residenti per aprire un nuovo centro».