«Pene più dure per i minorenni che delinquono»

da Parigi

Abbassare l’età minima di responsabilità penale - forse anche sotto i 13 anni - e inasprire le pene per i minorenni delinquenti. Sottolineando le «aspettative» di sicurezza nella società francese, il ministro della giustizia Rachida Dati ha indicato precise ipotesi di lavoro alla Commissione che dovrà riformare l’ordinamento giudiziario del 1945, che stabilisce il primato educativo nel trattamento della delinquenza minorile. La strada l’aveva tracciata, nell’aprile 2007, Nicolas Sarkozy, nella sua fortunata campagna presidenziale incentrata sui problemi della sicurezza, con una frase che l’ha fatto vincere: «Un ragazzo di 17 anni, alto 1,90, davanti a un tribunale dei minorenni è perfettamente ridicolo».
La Dati, una sarkozista della prima ora, ha insediato la Commissione e ha chiesto al suo presidente, il giurista André Varinard, di consegnarle un documento entro il primo novembre, ma ha già avvertito: «L’impossibilità di condannare a una pena un ragazzo che ha meno di 13 anni non è esente da critiche».
Il guardasigilli ha indicato i dati della «impressionante» crescita della delinquenza minorile: nel 2007 il 18% degli autori di infrazioni alla legge erano dei minorenni, le condanne dei minori di 18 anni per violenze volontarie sono aumentate del 150% fra il 1997 e il 2006. E infine sui minori di 13 anni «si nota un elevato livello di infrazioni sessuali».