Pene più severe per lucciole e clienti Sino a 12 anni a chi sfrutta i minori

da Roma

Le schiave della strada, belle di notte, le prostitute cantate da De Andrè e le squillo ragazzine portate in Italia a forza da paesi lontani: spariranno tutte dai marciapiedi, per legge. Il testo che il Consiglio dei ministri approverà oggi ha la firma del ministro Mara Carfagna e se condiviso dal parlamento segnerà un cambio epocale così come, mezzo secolo fa, fu la legge Merlin che impose la chiusura delle case chiuse. Il disegno di legge prevede infatti all’articolo 1 l’arresto (da 5 a 15 giorni) e l’ammenda (da 200 a 3mila euro) sia per la prostituta che «adesca clienti in luogo pubblico», che per il cliente. Ma sono introdotte anche pene più severe per chi costringe minori a prostituirsi e per chi mette in piedi organizzazioni criminali che vivono degli incassi delle «prestazioni» (fino a 8 anni). L’obiettivo è quello di contrastare, come si legge nella relazione tecnica, «la prostituzione di strada», per il suo «maggiore allarme sociale» e perché «si presta a forme di sfruttamento».
Il ddl si sviluppa in 4 articoli: il secondo sancisce pene fino a 12 anni e multe fino a 150mila euro per chi fa prostituire minorenni. Viene poi elevata da 3 a 4 anni la pena per chi compie atti sessuali con un minore (6 anni se la ragazzina è under 16): è considerata prostituzione minorile qualsiasi prestazione sessuale offerta dall’adolescente in cambio anche solo di una promessa, non necessariamente di denaro. Le ragazzine (o i ragazzini) stranieri verranno ricondotti nel loro Paese con un rimpatrio assistito. Anche i comunitari: questa novità, che tocca il tasto delicato dei diritti dei cittadini Ue, entrerà a far parte di un emendamento del governo al pacchetto sicurezza in discussione in parlamento, non sarà contenuta nel ddl Carfagna. \