Penna giapponese racconta l’ossessione per la magrezza

Li chiamano «social comics» o «graphic novel». Sono i fumetti a sfondo sociale che vanno a ruba in Giappone (e non solo). Parlano di omosessualità, anoressia e di educazione sentimentale. Moyoco Anno, una delle più autorevoli firme del moderno fumetto giapponese, ha scritto «Questo non è il mio corpo» (Kappa Edizioni, pp. 272; euro 9,50), dove tratta il tema della magrezza, eterno status symbol planetario per giovani e meno giovani. Protagonista è un’adolescente come tante, letteralmente ossessionata da tutto quello che le ricorda anche solo lontanamente Cibo & Affini. La sua è la lotta perenne tra il bisogno di nutrimento e il desiderio di magrezza estrema per affermare se stessa. Contraddizioni che condizionano ogni suo comportamento. A cominciare dal suo ragazzo che, poveretto, non riesce a ficcarle in testa che lui preferisce le ragazze formose. La relazione naufraga in un complesso gioco di psicologie, tradimenti e rinunce. Storia d’amore lucida e tragica - nelle intenzioni anche un po’ ironica - che però alla fine fa venire voglia di una sana mangiata.