La penna pungente di Labiche strapazza la buona borghesia

E' vero che il teatro borghese del vaudeville offre lavori di grande comicità spensierata, semplice, poco impegnativa e di certo non moraleggiante; ma la scelta di Eugène Labiche da parte della direzione del Teatro Caboto si deve, oltre che alla prepotenza della forza comica del celebre commediografo francese, anche al cinismo e alla satira tagliente con la quale dipinge la borghesia francese del tempo. Questa sera, Gianluca Frigerio terrà a battesimo la stagione 2008-2009 del Teatro Caboto, dirigendo la compagnia di casa nell'allestimento di «Il più felice dei tre» (in cartellone fino a domenica 28), lavoro che, forte di intrecci, intrighi, colpi di scena, si presenta rinnovato e dotato di vis comica adeguata ai tempi. Come afferma Frigerio, regista dello spettacolo: «Si tratta di un autore di vaudeville che ha fatto epoca e dal quale hanno preso spunto molti altri autori anche di casa nostra. Senza dubbio il testo è originale è intriso di inventiva, ma abbiamo voluto svecchiarlo». Frigerio ha svolto un grande lavoro sui personaggi , trasformando la commedia in uno spettacolo davvero esilarante. «Labiche crea atmosfere sorprendenti grazie ad un'energia positiva che aleggia durante tutta la messinscena. Tuttavia certi modi di esprimersi, certi intercalari, sono fuori moda e nessuno riderebbe più: proprio per questo ho inserito un nuovo personaggio, il pianoforte. La funzione di questo strumento, suonato dal vivo, è strategica andando a sostituire certi siparietti ormai inefficaci. Inoltre, per evitare che il lavoro, agli occhi dello spettatore moderno, sia banale, ho affidato ai protagonista un margine di improvvisazione tale da scongiurare il rischio di annoiare per l'inadeguatezza». Benchè rimanga fedele alla scrittura di Labiche, Frigerio, anziché rispettare i tre atti originali, ha preferito suddividere lo spettacolo in due atti: se il primo nasce come riassunto dei primi due di Labiche, il secondo, sempre nato dalla penna del drammaturgo, «La lista di Rosa Folle», è stato inserito nell'allestimento, sfruttandone l'apparente continuità con la commedia.
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