Pennellate di vita con i colori del genio Paul Klee

Altro che «sindrome di Peter Pan», Paul Klee, semmai, è una specie di Mowgli, il bimbo selvaggio che non aveva paura di sfidare la tigre. L'artista più estremo e influente del '900 capì che «il bambino vede attraverso pareti e vesti e rappresenta tutto quel che vive e si agita al di là», come scrive Oto Bihalij-Merin nel bellissimo Primitivi contemporanei, che il Saggiatore dovrebbe ripubblicare. Intanto, l'editore fa bene a ristampare i Diari di quel genio di Paul, artista poligrafo (leggetevi anche le sue poesie) che, scriveva, adorabile infante, «abito bene tra i morti come tra i non nati».Davide Brullo