Pennetta, una guerriera: lotta, soffre e trionfa È ai quarti degli Us Open

«Il tennis è bastardo. E, se lo vuoi domare, devi essere un guerriero, non basta giocarlo da semplici soldati», ha detto Bollettieri, il guru per antonomasia di questo sport, poco più di un mese fa, alla cena dei suoi 80 anni. Flavia Pennetta ha applicato alla lettera il comandamento del coach italo-americano e, cavando dal suo fisico tutto quello che aveva e non aveva, ha battuto negli ottavi degli Us Open la cinese Peng in due set (6-4 7-6 in 2h 31’) dopo essere stata più volte sull’orlo del baratro. Nel secondo set s’è portata da 3-5 a 6-5. Poi ha annullato nel tie-break quattro set-balls consecutivi riuscendo a risalire da 2-6 a 8-6 grazie al suo fenomenale carattere e a due banali errori dell’avversaria. Contro la Zvonareva, due anni fa, ne cancellò addirittura sei. Se non ce l’avesse fatta, si sarebbe consegnata alla cinese perché non stava bene, ha avuto un malore nel game precedente e non sembrava più in grado di esprimersi al meglio.
È successo tutto all’improvviso. Flavia, venuta a trovarsi a due punti dal match, 6-4 6-5 e 30-0 con il servizio a disposizione, ha accusato violenti conati di vomito e s’è avvicinata a fondo campo. Altri avrebbero alzato bandiera bianca. La brindisina neppure ci ha pensato: s’è ripresa ma non è riuscita a imbroccare un colpo rinviando il destino della partita al tie-break. Dove ha rischiato di annegare prima di trovare l’appiglio giusto. Straordinaria. Ma cosa dire dell’arbitro che, fregandosene del malore, le ha inflitto un warming per perdita di tempo? O del giudice che subito dopo l’ha punita per un millimetrico fallo di piede? Alla faccia del buonsenso.
Al di là di queste note, va sottolineato che Flavia ha compiuto un passo indietro rispetto all’impresa con la Sharapova. A dirla tutta ha giocato un buon tennis solo nel primo set (vinto alla terza occasione dopo aver annullato tre palle del contro-break) mentre in quello successivo, caratterizzato da break continui su entrambi i fronti, s’è disunita compiendo troppi errori da fondo campo e servendo la seconda di servizio a velocità da circolo. In nove circostanze s’è salvata con un ace. Per sua fortuna la cinese Peng, numero 14 al mondo, lei è ventiseiesima, non ne ha approfittato spiegando perché la sua casella di vittorie è ancora immacolata. E così ha subito la quinta sconfitta in altrettante partite con la brindisina, di cui tre proprio nel torneo americano.
La Pennetta ha raggiunto i quarti per la terza volta nelle ultime quattro edizioni (out solo un anno fa) dove affronterà la 23enne tedesca Kerber, numero 92 al mondo, ma in grande ascesa grazie ai formidabili colpi da fondo campo. In archivio un solo precedente, favorevole all’azzurra. Guai a sprecare la formidabile opportunità. Ma Flavia deve anche chiedersi se può sostenere, oltre al singolo, anche il doppio (due partite e due vittorie con la Dulko) e addirittura il misto (subito fuori per fortuna con Bracciali). Ci sarà un motivo se quasi tutte le concorrenti si limitano al singolo, specie in un ambiente caldo e umido come quello di New York. Oggi vedremo se la Schiavone, con il suo tennis a folate, riuscirà a battere la possente Pavlyuchenkova come a Parigi e raggiungere la compagna di squadra fra le migliori otto del tabellone.