Pennisi non si dimette e la bufera rischia di travolgere il Pgt

Il sindaco le ha sollecitate già due volte. Dimissioni: letterale. Ma Milko Pennisi, da giovedì a San Vittore con l’accusa di concussione, finora non ha ceduto: attraverso il suo legale ha annunciato solo l’«autosospensione» dalla carica di consigliere comunale. Formula che si traduce in poco e niente. Salvo ripensamenti notturni, formalmente è ancora membro dell’aula e anche del cda delle Stelline. Il Pdl (da cui si è autosospeso e che già lo ha scaricato) dovrà decidere a più alti livelli come e se fare pressing perché lasci ufficialmente gli incarichi. Oggi il caso finisce in aula. Ci sarà anche il sindaco alla seduta-processo che rischia di lasciare sul campo soprattutto una vittima: il Piano del territorio che già zoppicava prima e ora corre seri rischi di sopravvivenza. Nella migliore delle ipotesi, il via libera slitterà a dopo le regionali. La Moratti in aula prenderà le distanze da Pennisi e farà un appello bipartisan a riprendere il dialogo e votare in fretta il Pgt.
Il Pd ha già dettato la condizione: «Niente confronto se non ci danno la presidenza della Commissione urbanistica». E va oltre: «Via i politici dai cda delle partecipate». Sulla presidenza il Pdl non ci sta: oggi il gruppo si riunirà un’ora prima del consiglio e voterà Carmelo Gambitta a ricoprire il ruolo lasciato da Pennisi.