Pennisi, al setaccio della Finanza tre conti correnti

La documentazione dovrà essere analizzata dagli
investigatori e inquirenti e i dati incrociati con le pratiche trattate dall'ex presidente  della Commissione urbanistica di Palazzo Marino. Sentita come testimone l'ex segretaria

Acquisita la documentazione di 3 conti correnti intestati a Milko Pennisi, l’ex consigliere comunale del Pdl arrestato per corruzione l’11. La documentazione dovrà essere analizzata dagli investigatori e inquirenti e i dati incrociati con le pratiche trattate da Pennisi nell’ambito del suo incarico di presidente (ora si è dimesso) della Commissione urbanistica di palazzo Marino. Pennisi è stato arrestato 5 giorni fa a Milano, in flagranza di reato, mentre stava intascando 5mila euro.

L’ex segretaria di Pennisi è stata sentita come testimone questa mattina negli uffici della polizia giudiziaria della Procura in piazzetta Umanitaria. Si ipotizza che la donna, S.Q., sia stata chiamata per rispondere a una serie di domande sull’attività del suo ex capo con cui ha lavorato a Palazzo Marino per circa 7 anni. L’interrogatorio della teste si inquadra negli accertamenti in corso da parte di inquirenti e investigatori per appurare se quella versata dall’imprenditore Mario Basso fosse l’unica tangente pagata a Pennisi oppure ci fosse un vero e proprio "sistema" con altri episodi di concussione. A questo proposito ieri il gip Simone Luerti, nel provvedimento con cui ha convalidato l’arresto e disposto il carcere per Pennisi, ha scritto che l’ex consigliere comunale «non appare completamente affidabile quando afferma di essere stato colto nella flagranza dell’unico delitto commesso. L’insieme delle circostanze evidenziate - ha osservato il giudice - rivela piuttosto la necessità di proseguire le indagini in condizioni di assoluta genuinità per l’acquisizione di prove documentali e eventualmente dichiarative».