Pennsylvania, Hillary batte Obama

La Clinton conquista il grande Stato con uno scarto di 10 punti sul rivale Barack Obama, ma non è una vittoria travolgente come avrebbe voluto. Il rivale: "Abbiamo recuperato il distacco"

Washington - La senatrice di New York Hillary Clinton è sopravvissuta alle primarie democratiche della Pennsylvania e ha festeggiato con i sostenitori che gridavano "Yes, She Can" al quartier generale di Filadelfia. "C'é chi mi vuole fuori, ma io non mollo. Il vento sta cambiando. E' una strada lunga per la Casa Bianca e passa nel cuore di questo Stato", ha detto la ex First Lady salita sul palco con la famiglia al completo: la mamma Dorothy, il marito Bill, la figlia Chelsea. Hillary ha vinto con 10 punti percentuali di margine, non di stretta misura ma neanche una affermazione schiacciante: secondo molti commentatori, la ex First Lady ha poco da celebrare.

La sua vittoria sul rivale Barack Obama, che aveva speso il doppio in spot tv per fermarla una volte per tutte, potrebbe non esser sufficiente a spostare nel suo campo il vasto numero di superdelegati ancora incerti e cruciali per ottenere la nomination. La corsa si sposta ora in Indiana e North Carolina dove si vota il sei maggio e dove Obama al momento è in lieve vantaggio. Come se non bastasse, una maggioranza di elettori ha detto che, quale che sia stato il risultato di ieri, sono convinti che Obama sarà il candidato del partito. Un risultato che a un quarto dei clintoniani non va a genio: se dovesse concretizzarsi, a novembre questi elettori sarebbero pronti a votare il repubblicano John McCain.

Intanto però la campagna della senatrice ha spinto a tavoletta il piede sull'acceleratore, anche sul fronte della raccolta dei fondi, un tasto dolente per la senatrice arrivata al voto di ieri con dieci milioni di dollari di debiti: nei primi venti minuti dopo la vittoria Hillary ha raccolto centomila dollari.

Obama: "Abbiamo chiuso il divario" Il senatore democratico Barack Obama non ha aspettato i risultati delle primarie in Pennsylvania ed è volato in Indiana, prossima tappa della corsa democratica alla Casa Bianca dove si vota il 6 maggio. "Abbiamo chiuso il divario", ha detto il senatore dopo essersi congratulato con Hillary Clinton. Obama, ha usato il discorso a Evansville per attaccare John McCain, il candidato repubblicano nella sfida presidenziale di novembre. "Dopo 14 mesi - ha detto Obama - è facile dimenticare, perdere di vista la urgenza del momento. E' facile farsi prendere dalle stupidaggini e dai battibecchi della politica che trivializzano le cose che contano: due guerre, la recessione, un pianeta in pericolo: le sfide che la nostra nazione ha di fronte".

Obama mantiene il vantaggio sul conto totale dei delegati - inclusi i superdelegati - alla convention, secondo le proiezioni dell’emittente di Atlanta: il senatore dell’Illinois ne avrebbe adesso 1.694, la ex First lady 1.556. 

"Gli elettori della Pennsylvania tengono a galla la campagna di Clinton", titola l’edizione online del Washington Post; Hillary Clinton "Con una netta vittoria, ha le basi per continuare a lottare", scrive il New York Times online, che sottolinea però le persistenti gravi difficoltà finanziarie della campagna della senatrice di New York.