In Pennsylvania tutti contro di lui per una gaffe sulle «tute blu»

da Washington

Tutti contro Barack Obama per aver dato degli xenofobi bigotti alle «tute blu» della Pennsylvania: «Hanno perso il lavoro e come sorprendersi che siano amareggiati, che si attacchino alle pistole o alla religione o all’antipatia per la gente che non è come loro, o al sentimento anti-immigrazione o anti-libero scambio come modo di esprimere le loro frustrazioni». Così aveva detto il senatore candidato alla nomination democratica a una platea di ricchi contribuenti californiani a San Francisco.
I rivali e i mass media gli sono saltati addosso. «Obama deve scusarsi. Gli americani sono stanchi di politici che li giudicano con condiscendenza», ha detto la sfidante democratica Hillary Clinton. «È un elitario», ha rincarato la dose il candidato repubblicano John McCain. Obama si è scusato dicendo che le sue parole erano «state mal scelte». Ma soprattutto i commentatori repubblicani hanno sparato a zero. Per Karl Rove, ex stratega del presidente, George W. Bush, le parole di Obama gli costeranno le primarie della Pennsylvania, dove si vota il 22 aprile. Grover Norquist, un altro commentatore conservatore, è andato oltre in un’intervista: «Il giudizio sulle tute blu costerà al senatore l’elezione a novembre».