Pensaci, Pier

Caro Casini, ecco perché quello che hai detto ieri sera, e cioè che
sarebbe da irresponsabili non votare il decreto del governo
sull’Afghanistan, è sbagliato. Pensaci, sia detto con tutta la mia
simpatia personale. Il motivo numero uno è questo: la politica estera
del governo Prodi è disonorata e disonorevole. Quel che è stato svelato sulla liberazione dei criminali come merce
di scambio per riportare Daniele

Caro Casini, ecco perché quello che hai detto ieri sera, e cioè che sarebbe da irresponsabili non votare il decreto del governo sull’Afghanistan, è sbagliato. Pensaci, sia detto con tutta la mia simpatia personale. Il motivo numero uno è questo: la politica estera del governo Prodi è disonorata e disonorevole. Quel che è stato svelato sulla liberazione dei criminali come merce di scambio per riportare Daniele Mastrogiacomo a casa, nausea tutti i tuoi elettori, oltre che due terzi degli italiani. E non è affatto vero che votando il rifinanziamento faresti il bene dei nostri militari in Afghanistan: io ho parlato con tanti di loro e puoi farlo tu stesso, basta alzare il telefono. Sono disgustati e spaventati.
Disgustati per il balletto governativo sulla loro pelle, spaventati perché - declassati al rango di vigili urbani e crocerossine - indossano tuttavia una divisa sulla quale i terroristi fanno il tiro al bersaglio. Non è poi affatto vero che dovrebbero tornare a casa se il decreto fosse bocciato, mentre è vero che Romano Prodi e la sua infausta compagine dovrebbero andare a casa, loro sì, e di corsa. E sai una cosa, caro Pier? Gli elettori stavolta non perdonano. Non ti illudere di poter fare il «differenziato», l’originale che mantiene una posizione separata che gli crea visibilità e nuovo spazio.
La visibilità che creerebbe un sostegno a Prodi sarebbe solo il cono d’ombra della disfatta morale, della vergogna di fronte alle Cancellerie europee, di fronte al Dipartimento di Stato, perfino di fronte alle truppe spagnole di Zapatero, che sono schierate in zona di guerra, pronte a fare la guerra perché à la guerre comme à la guerre non è un detto banale. Vuol dire che quando si sta con le armi contro un nemico devi comportarti come uno che sta in armi contro un nemico e oggi i nostri soldati non possono neanche inseguire il nemico che gli spara addosso e se si azzardano a violare le regole di ingaggio finiscono sotto processo. Caro Casini, rifletti bene e guarda anche quel che succede nel tuo partito dove il malessere è diffusissimo. Guarda quello sventurato di Follini che appena è sbarcato di là si trova comodo e allegro come un’aragosta nell’acqua bollente. È davvero questo ciò che vuoi? Spaccare un partito, perdere un elettorato, fare una figura barbina e tutto questo perché? Per differenziarti, far vedere che sei indipendente.
Ma ci sono due modi di essere indipendenti e il meno sensato è essere indipendenti dalla morale, dai valori. Noi vogliamo che i nostri uomini restino in Afghanistan, ma così come ci sono stati finora: nell’onore e nella competenza, ammirati da tutti, considerati i migliori uomini sul campo, protetti da una bandiera che suscita rispetto. Se voterai con Prodi, ti metterai anche tu dalla parte di chi macchia quella bandiera. Ti metterai dalla parte di Gino Strada che fa liberare i criminali e che parla con odio del suo Paese. Avrai mille occasioni per differenziarti e dare lezioni di politica autonoma e originale. Questo Paese ha bisogno di idee e di politica. Ma schierarti con Prodi ti trascinerà nella sua caduta e quando ti rialzerai non potrai scollarti di dosso l’odore della vergogna.
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