«Pensavo che il destino mi avesse già dato tutto»

«Ad Atene stavo male e ho fatto una doppietta, ieri stavo bene e mi dicevo: stasera non segni»

da Yokohama

«Sono senza parole. Pensavo che il destino, dopo Atene e Montecarlo e il record di Muller, mi avesse già dato tutto e invece mi ha regalato insieme al Milan un’altra grande serata». Così Pippo Inzaghi ha commentato, ai microfoni di Mediaset Premium, la doppietta che gli ha consentito di mettere il sigillo a tutte le finali internazionali disputate quest’anno dai rossoneri. Senza dimenticare che Superpippo, con 63 gol realizzati nelle coppe europee, record raggiunto lo scorso 4 dicembre battendo il Celtic in Champions, è diventato anche il più prolifico bomber continentale, lasciandosi alle spalle pezzi da novanta come Gerd Muller (62), Shevchenko e Raul (60). Ma questo è già ieri, il presente fa di Inzaghi l’unico giocatore ad aver realizzato in tutte le coppe mondiali (gli mancava solo l’ex Intercontinentale, ora mondiale per club). E il domani, malgrado i 34 anni compiuti lo scorso agosto e i tanti problemi alle articolazioni, è ancora tutto da scrivere.
«Dicevo prima della partita al mister - ha raccontato Inzaghi - che ero arrivato ad Atene che non stavo benissimo e avevo fatto 2 gol. E pensavo: magari stasera, che sto bene, non segno. Invece... In questa squadra diventa tutto facile. Chiudiamo un cerchio fantastico, penso che abbiamo rappresentato nel migliore dei modi l’Italia nel mondo e siamo felici». Già, la felicità che Superpippo ha espresso in campo dopo la doppietta realizzata agli argentini: bocca spalancata, occhi spiritati, ciuffo disordinato e urlo a squarciagola.
E poi la corsa folle verso Kakà che gli ha fornito due assist al bacio, con due palloni che dovevano solo essere toccati per andare dentro. Sono entrati e ora, dall’alto dei suoi 64 gol euromondiali, Superpippo può guardare gli altri bomber con la giusta sufficienza.