«Pensavo a un dente rotto, poi ho visto la lametta»

«Boccone amaro». È proprio il caso di definire così quello masticato nel weekend da una donna di 39 anni residente a Lacchiarella. Nella mollica, invisibile, c’era una lametta da barba, assorbita durante la fase di cottura di una baguette, innocua solo all’apparenza. Il referto del pronto soccorso della clinica Humanitas di Rozzano, del resto parla chiaro: «Ferita lacerocontusa alla guancia». Sabato scorso, mezzogiorno passato da un pezzo: istruzioni per come catechizzare nel segno della sfortuna il ritorno dalle ferie, dopo aver fatto la spesa all’Iper, all’interno del megastore «Fiordaliso» di Rozzano. La signora F.S., nel suo appartamento a Lacchiarella, è a tavola col marito, le figlie e i genitori, venuti apposta da Fizzonasco. A un certo punto la donna fa una smorfia e sgrana gli occhi. Tutti se ne accorgono a tavola. Un malore? Macché. «Pensavo di essermi rotta un dente - avrebbe raccontato ai carabinieri di lì a poche ore - e invece sputando sulla tovaglia mi sono accorta che c’era una lametta nel pane». Ancora sconvolto il padre della donna, Gilberto Frattini: «Solo per un puro caso mia figlia, che allattava la nipotina nata da pochi mesi a tavola, mentre mangiava, non ha ingoiato il boccone. Allora sì che sarebbe stata una vera tragedia: le avrebbe tagliato la gola, e rimuoverla sarebbe stato impossibile».
Non ha ancora un nome, ma già pesa quel boccone sputato e consegnato ai carabinieri della tenenza di Rozzano. Il panettiere distratto, uno dei 7 italiani che lavorano nel forno dell’Iper, rischia un’incriminazione per lesioni colpose. «Ci scusiamo con la signora per quanto è successo - dichiara il direttore Christophe Guiniot - e la invitiamo a contattarci per formalizzare il nostro rammarico».
Questa la possibile ricostruzione dell’incidente, secondo la direzione dell’Ipermercato l’unica plausibile: «I panettieri utilizzano delle lamette da barba per segnare il pane affinché si cuocia uniformemente - spiega Guiniot -. Una di queste, che ora abbiamo eliminato dalle fasi di lavorazione, deve essere rimasta nella teglia per un errore di distrazione. Finendo poi per essere tragicamente inglobata dall’impasto». E infine sulla tavola, anzi in bocca, della povera malcapitata di Lacchiarella, che per guarire dalle ferite ci metterà qualche giorno, ma per riprendersi dallo choc molto di più.