Pensiero di sinistra A Genova il dopoguerra non è ancora finito

Caro Gregorini, il Tuo intervento è particolarmente significativo nel richiamare tematiche che sono costitutive delle attuali polemiche e, in generale delle prospettive della politica culturale del centrodestra. Ti dico subito così da non generare fraintendimenti che l'affermazione che qualcuno ha fatto secondo cui a Genova e in generale in Liguria (pur con l'eccezione della provincia di Imperia) esiste un esclusione rigida per coloro che sono su posizioni riconoscibili del centrodestra, è naturalmente confermata ma appartiene a quel tipo di scoperta che somiglia un po' a quella dell'umidità nei pozzi. Nessuno di noi può dimenticare che la cultura fondamentale della Repubblica Italiana continua ad essere l'antifascismo. Il problema allora diventa quello del chiederci perché questa «cultura» ha infierito in maniera particolare nella nostra città e meno altrove (nel Nord come in altre parti d'Italia). Se tale problema è oggi posto, vuol dire che l'esclusione a destra sta perdendo colpi e non pochi nel fronte della sinistra cominciano a rendersi conto che il loro percorso è destinato ad essere senza sbocco. Noi dobbiamo oggi nella nostra città e nella nostra regione chiedere insistentemente la fine del dopoguerra.