La pensilina della discordia sarà «tagliata» di un terzo

Buttare giù l’ecomostro è impossibile. Ma almeno un terzo di quella mega-pensilina davanti al Teatro Nazionale che ha scatenato già tante polemiche e raccolte firme nel quartiere verrà abbattuta. È già qualcosa. Al suo posto verrà collocato un quarto capolavoro donato alla città dalla famiglia del maestro Aligi Sassu, un nudo di donna che si aggiunge alla statua del Dio Pan, del Cavallo e del Ciclista che già entro fine marzo daranno un volto nuovo a piazza Piemonte.
Il Comune ha trovato una mediazione tra le richieste dei residenti di far scomparire in toto la pensilina del nuovo parcheggio sotterraneo, perché deturpa la vista del teatro restaurato solo da qualche mese fa, e le esigenze della Cooperativa Piemonte che - ammette l’assessore Bruno Simini - ha «realizzato la struttura in perfetta sintonia con le richieste che le erano state date dall’amministrazione nel 2005, ogni correzione è frutto della disponibilità a collaborare per migliorare la piazza». Una richiesta avanzata in primis da Letizia Moratti, che ha ereditato il progetto del silos dall’ex sindaco Gabriele Albertini, e già in corso d’opera aveva tentato una correzione. All’inaugurazione del Nazionale aveva promesso una soluzione, adesso la società è pronta a presentare a Palazzo Marino un progetto per ridimensionare la pensilina. Ci vorranno i tempi tecnici (il via libera del Comune e della commissione paesaggistica, i 60 giorni a disposizione della Sovrintendenza per eventuali osservazioni) ma tra giugno e luglio potranno partire i lavori ed entro l’inizio di agosto il restyling definitivo sarà finito. Ma «al 90% i cittadini potranno godersi la nuova piazza già entro la fine del prossimo mese, con le tre statue, il verde pubblico, le nuove luci», precisa Simini.
Già da sabato prossimo invece verranno consegnate le chiavi dei box interrati, ci saranno quasi 600 posti auto di cui 188 a rotazione. Due terzi della pensilina devono restare in piedi perché sono strutturali, ha spiegato l’assessore, ospitano la cabina ascensore e altre funzioni necessarie al silos. Per mitigare l’impatto sono già state installate vetrate e le piante rampicanti sulla tettoia copriranno nel tempo con le foglie la struttura di cemento. La parte che verrà eliminata, senza costi aggiuntivi per il Comune, doveva ospitare attività commerciali che invece verranno trasferite altrove.