La «pensionata della truffa» finisce ai domiciliari

Katiangela Neri

L’avevano ribattezzata già «lady truffa». A 73 anni suonati, era riuscita a raggirare i commercianti di Prati e Trionfale facendosi consegnare somme di denaro per svariate migliaia di euro in cambio della promessa di un posto di lavoro per il figlio o di un interessamento per l’assegnazione di un alloggio popolare. «Tanto io ho lavorato alla Camera dei deputati, sono in contatto con la segreteria di Fini e conosco pure Berlusconi, un giorno ti porterò a casa loro», millantava l’anziana con ciascuna delle vittime che regolarmente ci cascavano.
L’altra sera però la donna - che finora l’aveva fatta franca cavandosela con una denuncia a piede libero - è finita agli arresti domiciliari: a eseguire la misura restrittiva, concessa dal Gip su richiesta del pm Pietro Pollidori (per il reato di millantato credito), sono stati gli agenti del commissariato Prati che avevano indagato sulla vicenda e individuato la responsabile delle truffe, in seguito alla denunce, una decina in tutto, presentate dalle vittime, una volta che si sono rese conto del raggiro subito. «Vi aspettavo, me lo sentivo che sareste venuti», ha detto ai poliziotti, sulla soglia del suo appartamento di via Oslavia l’ultrasettantenne dalla fedina penale per nulla immacolata, avendo già subito in passato procedimenti per truffa. L’anziana, stavolta, era riuscita a spillare denaro per molte migliaia di euro contando sulla conoscenza personale dei negozianti della zona di via Angelo Emo e via Andrea Doria e sulla fiducia un po’ ingenuamente da questi accordata alla fantomatica ex dipendente della Camera. In un caso si era addirittura fatta dare circa settemila euro in contanti da un commerciante in cambio della promessa di un interessamento per la concessione di una casa popolare in piazza Mazzini.