Pensionata violentata al parco: marocchino finisce in manette

Diversi ematomi, due neri a sottolinearle gli occhi sbarrati, e addosso i vestiti strappati. È appena stata stuprata da un marocchino in un giardino pubblico di Giussano, vicino all’area del mercato. La donna, 70 anni, pensionata, sposata, come ogni giorno, ieri mattina alle sei e trenta cammina a passo spedito: vuole tenersi in forma, a dispetto dell’età è attraente. Il nordafricano, in Italia con regolare permesso di soggiorno, imbianchino, la vede. Le mette gli occhi addosso. La insegue per pochi metri. La vittima non ha neppure il tempo per rendersi conto di quello che le sta per capitare. L’extracomunitario, forse ubriaco, certamente vigliacco, non ha scrupoli: gli piomba alle spalle, la aggredisce e alla fine la scaraventa sul prato. Il sole comincia a salire, c’è luce: il violentatore non demorde. La poveretta cerca di divincolarsi, si dibatte: niente da fare. L’energumeno è deciso a portare a termine quello che si è messo in testa. Comincia a palpeggiarla, la pensionata è terrorizzata, esterrefatta. L’urlo per chiedere aiuto le si strozza in gola. È in trappola. Il marocchino riesce a stuprarla. Qualcuno che passa, vede qualcosa, poi la donna trova il coraggio per gridare. Lo stupratore capisce che la situazione si sta prendendo una brutta piega. Scappa.
La pensionata, confusa, agitata, sconvolta è caricata su un’ambulanza che parte verso il pronto soccorso. I dottori le prestano le cure del caso. Sul posto arriva una gazzella dei carabinieri della compagnia di Seregno, mentre un altro equipaggio vola in ospedale per sentire la donna. Inizia la caccia all’uomo. I ragazzi del capitano Luigi Spenga si mettono al lavoro: hanno in mano qualche indizio. È quello giusto. Pochi minuti dopo le quindici si appostano sotto casa del nordafricano: intervengono a colpo sicuro e lo bloccano. Ha 26 anni, deve rispondere dall’accusa di violenza sessuale. La notizia fa il giro del paese. Adesso la gente è scossa, reclama sicurezza.