Pensionati e divieto di cumulo: risorse preziose inutilizzate per legge

Ci sono in Italia migliaia di pensionati, ricchi di esperienza, tra cui molti manager dell’industria privata, con profonde conoscenze in ogni ramo, maturate sia in Italia che all’estero, dall’amministrativo al tecnico, dal marketing alla produzione alle vendite ecc., provenienti da ogni settore produttivo, che non disdegnerebbero di poter continuare a offrire i propri servizi, in qualità di consulenti. Il divieto di cumulo, ancora in essere, tra pensione e prestazioni professionali, le decurtazioni sul vitalizio, in caso di attività, e i costi di gestione della partita Iva, scoraggiano tuttavia molte persone disponili e volenterose così che tante risorse preziose restano inutilizzate. Dall’altro lato, abbiamo in Italia migliaia di piccole aziende in difficoltà, che non possono permettersi di assumere, a tempo pieno, manager di spessore, che hanno l’assoluta necessità di riorganizzarsi e prepararsi ad affrontare i mercati globalizzati, a costi contenuti, che avrebbero bisogno come il pane, di tali esperienze. Stupisce pertanto come non si comprenda la necessità di abolire il divieto di cumulo (che tra l’altro favorirebbe la emersione del lavoro in nero) e di offrire nuovamente al mercato questo immenso know how, utile soprattutto alla crescita e alla formazione dei giovani.