Pensionato ucciso durante una rapina

L’anziano colpito alla testa. Il corpo scoperto dalla moglie. È il 60° omicidio dall’inizio dell’anno

Carmine Spadafora

da Somma Vesuviana (Napoli)

Lo ha trovato morto, con la testa fracassata, la moglie che nel tardo pomeriggio di ieri era uscita di casa per alcune commissioni. Giovanni Aliperti, un pensionato di 72 anni, è stato ucciso ieri notte probabilmente a seguito di una rapina. È successo a Somma Vesuviana, nel Napoletano. La vittima stava lavorando nell’orto di casa, in via Marigliano, alla periferia del paese. L’uomo è stato ammazzato, forse, a colpi di bastone o, comunque, con un corpo contundente.
La moglie dell’anziano lo ha trovato riverso a terra, la testa sanguinante, e senza vita. Ha chiamato un’ambulanza ma il medico non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. Poi sono arrivati i carabinieri, i quali hanno avviato immediatamente le ricerche e piazzato posti di blocco nella zona. Ma degli assassini, per il momento, non vi è traccia.
Secondo gli investigatori, quasi certamente, si è trattato di una tentata rapina in quanto Aliperti aveva ancora con sé il portafoglio. Forse la reazione del pensionato gli potrebbe essere stata fatale. I malviventi non hanno esitato a colpirlo, ripetutamente, nonostante l’età avanzata e la sua inoffensività.
Tutta l’area vesuviana è attraversata da bande di giovani microcriminali i quali si spostano da un centro all’altro a caccia di ragazzi, anziani o coppie da rapinare. In via Marigliano hanno colpito e ucciso a colpo sicuro. La zona è infatti isolata e i banditi hanno potuto quindi agire indisturbati senza che alcuno si accorgesse di quanto stava accadendo.
I familiari della vittima sono stati portati in caserma per cercare, attraverso le loro dichiarazioni, di riuscire a capire se il pensionato sia stato oggetto di minacce o di altri tentativi di rapina in tempi recenti. A Napoli, dall’inizio del 2005 a oggi, sono sessanta le persone uccise: nella maggior parte dei casi si tratta di omicidi di camorra o comunque maturati nell’ambito dei clan. Il numero dei delitti è comunque inferiore a quelli avvenuti lo scorso anno.