La pensione sarà «magra»? Ecco come farla crescere sfruttando la crisi di Borsa

La maggior parte degli italiani quando uscirà dal mondo del lavoro riceverà una pensione nettamente inferiore rispetto al proprio stipendio. È la conseguenza delle riforme con cui lo Stato ha rimediato nel corso degli anni all’invecchiamento della popolazione e agli eccessi che stavano per mettere in ginocchio l’intero sistema pensionistico italiano. L’impatto della recessione sulle Borse mondiali può però offrire l’occasione per rimediare con maggiore efficacia al magro assegno che staccherà l’Inps. A patto di essere pronti a sfruttare la caduta verticale delle quotazioni per costruire o rafforzare la propria pensione integrativa investendo a prezzi di «saldo» o comunque storicamente bassi. Per ottenere risultati tangibili potrebbe tuttavia essere necessario utilizzare sia il Tfr sia una parte, pur modesta, della retribuzione. Questa scelta presenta dei rischi ma sul lungo periodo potrebbe rivelarsi molto redditizia. Almeno stando a quanto è accaduto dopo le maggiori crisi economiche del Novecento: ad esempio la Grande Depressione era arrivata a cancellare l’86% della capitalizzazione della Borsa americana ma nel decennio successivo Wall Street ha recuperato il 178,8% (la stima si riferisce all’S&P 500, l’indice che raccoglie i maggiori titoli Usa). Attenzione però ai confronti troppo stretti - avverte il direttore investimenti di Citi Italia, Massimo Spreafico - ricordando come il quadro macro-economico attuale sia diverso da quello del ’29. «Il virus della crisi è stato isolato ma occorrerà parecchio tempo affinché l’economia recuperi le forze», prosegue Spreafico, secondo cui da qui a fine 2010 le Borse resteranno nervose e «difficilmente guadagneranno più del 10-20 per cento». Chi è prossimo alla pensione deve quindi muoversi con grande prudenza anche nel valutare la previdenza complementare. Costruirsi una pensione «di scorta» potrebbe però risultare la scelta vincente per molti italiani, soprattutto per i più giovani. Da qui l’idea del Giornale di proporre questa guida pratica, pensata per fare da bussola tra i rendimenti che è possibile ottenere dai fondi pensione e dai «Pip» (i piani individuali pensionistici) in base al rischio che si è pronti ad affrontare. Con in più un focus sui vantaggi, non solo fiscali, offerti dalla previdenza integrativa.