In pensione Soros, il Re Mida della finanza

In Italia il suo nome fa ancora venire i brividi per la spericolata manovra del 1992 che mise in ginocchio la Banca di Inghilterra e spinse la lira fuori dallo Sme. Ma adesso il «re Mida» della finanza ad alto rischio esce di scena: George Soros ha deciso di porre fine alla sua ultraquarantennale carriera di gestore di fondi speculativi. Entro un anno l’ottantenne finanziere di origine ungherese, che siede su una fortuna da 25,2 miliardi di dollari, restituirà circa un miliardo di capitali di investitori esterni per concentrarsi nelle sole gestioni a favore suo e della sua famiglia. Keith Anderson, il figlio di un cameriere di North Attleboro in Massachusetts che dal febbraio 2008 era il responsabile degli investimenti, lascerà il fondo «alla ricerca di altre opportunita». Secondo Bloomberg, prima agenzia di stampa a dare la notizia, la decisione «completa la trasformazione del miliardario da raider a filantropo», un ruolo in cui si era immaginato come emigrato ungherese - è nato a Budapest da genitori ebrei - e studente alla London School of Economics dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ma i figli di Soros, Jonathan e Robert, hanno spiegato che la decisione di chiudere agli esterni stata presa a causa di un nuovo regolamento della Sec che avrebbe imposto al fondo di registrarsi entro il marzo 2012 se voleva continuare a gestire capitali esterni. Certo è che l’uomo che muoveva i mercati- come lo ha definito Business Week -, negli ultimi 30 anni ha distribuito oltre otto miliardi di dolalri per promuovere la democrazia e la libertà di espressione, migliorare l’istruzione e combattere la povertà in tutto il mondo. Soros creò il Quantum Fund nel 1973 e si guadagnò ben presto una reputazione di raider d’istinto che decideva sulla base di una teoria, soprannominata la «teoria della riflessività» pubblicata nel suo libro del 1994, Alchimia della Finanza.
Nel 2000, dopo avere bruciato capitali con lo scoppio della bolla dei dot.com e dopo l’uscita di scena del suo vice Stanley Druckenmiller, Soros restituì agli investitori gran parte dei capitali esterni per concentrarsi nelle operazioni filantropiche della Soros Foundation. Considerato dalla destra americana un «burattinaio» della politica, nel 2003 lanciò una crociata da 15 milioni di dollari per impedire la rielezione di George W. Bush, una prospettiva che, disse all’epoca, «gli impediva di dormire la notte».