«Pensioni da adeguare al costo della vita Più aiuti alle famiglie»

Il Cavaliere a Como visita la comunità Cometa («un’esperienza rigenerante») poi tiene un comizio in centro: «La sinistra ha alterato le mie parole sulla previdenza»

nostro inviato a Como

«Grazie per essere venuti ad accogliere il vecchio presidente...». Scherza Silvio Berlusconi, appena arrivato alla casa famiglia Cometa, che da vent’anni a Como ospita bambini disagiati e con problemi familiari. Il Cavaliere, però, nonostante telecamere e fotografi lo circondino immediatamente, non vuole rubare la scena. Così, si rivolge ai ragazzi che per l’occasione si sono anche improvvisati uomini del servizio d’ordine. «Il futuro - dice - è vostro, ma anche i vecchietti hanno intenzione di abitarlo ancora per un po’, magari per renderlo più bello per tutti». Poi, già sull’ingresso, scherza con uno dei bambini. «Quanti anni hai?», chiede. «Sei». «Be’, io alla tua età ne avevo quattro».
Battute a parte, la visita alla Cometa - organizzata dall’azzurro Maurizio Lupi - deve aver fatto davvero breccia nel Cavaliere. Che non solo si dice «conquistato» ma assicura pure sostegno economico all’iniziativa. «Un’esperienza rigenerante, che consiglierei di fare a molti», spiega Berlusconi. Perché, aggiunge, «questo è un esempio da seguire» che racconta di una storia di «amore dove mamme e papà, fratelli e sorelle hanno deciso di aprire le porte di casa ad altri bambini e di accoglierli e curarli». Così, oltre a decidere di iscriversi «a forza tra i sostenitori» Berlusconi promette anche che il suo governo «stabilizzerà il 5 per mille per il volontariato». Va anche meglio ai tanti tifosi milanisti presenti, che incassano con entusiasmo un invito inaspettato: «Verrà un pullman per portarvi a Milanello a pranzare con i giocatori del Milan. E poi faremo una partita dimostrativa solo per voi. Che ne dite?». La risposta è scontata, la gioia è incontenibile. Poi, l’ultima promessa: «Tornerò presto, appena chiusa la partita della campagna elettorale, con Veronica e i miei figli per una cena».
Il Cavaliere lascia la Cometa destinazione piazza Duomo. Ad aspettarlo il gazebo del Popolo della libertà e la solita folla di sostenitori. «Lavoreremo con umiltà, spirito di sacrificio ma sempre con ottimismo - dice su un palco improvvisato - e faremo tutto il possibile per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, aboliremo l’Ici sulla prima casa, aiuteremo i figli che nasceranno, garantiremo libri gratuiti fino a 18 anni e introdurremo il cosiddetto quoziente familiare in materia fiscale». Una signora gli consegna un ramoscello di ulivo in omaggio alla domenica delle Palme. Berlusconi lo prende e continua a parlare tenendolo in mano. Ironizza su Veltroni, perché «sembra sia stato colpito da un fulmine sulla via di Damasco». Insomma, quello che dice «è tutto sbagliato» e «mi chiedo come gli si può credere» dopo quello che «ha combinato il governo Prodi». E ancora: «Se fosse vero lo voterei anch’io. Poi andrei in gita al Baradello, dove tra l’altro ho incontrato la mia prima fidanzata». Poi torna anche sulla questione delle liste elettorali, perché «hanno detto che ho candidato delle soubrette» mentre «io con le soubrette farei altre cose anziché metterle in lista».
Sulla riforma delle pensioni, invece, il Cavaliere frena. Se da Cernobbio aveva lasciato intendere che lo scalone poteva essere ritoccato, da Como se la prende contro «il vecchio vizio stalinista» di «alterare le dichiarazioni». «Ho detto solo - spiega - che il problema principale delle pensioni è quello di mantenere intatto il potere d’acquisto dei pensionati valutando la concreta possibilità in termini di spesa globale di un loro adeguamento al costo della vita». E ancora: «So bene che i sistemi pensionistici non si cambiano da un anno all’altro, tanto meno senza una consultazione sociale».
Infine, l’ultimo affondo contro Romano Prodi che «ci lascia in dote un milione di tonnellate di spazzatura». Il Cavaliere confessa di non dormirci la notte, perché «un mese dopo che sarò a Palazzo Chigi» quella spazzatura «sarà tutta colpa mia».