Pensioni, Epifani avvisa il governo: via lo scalone, l'abbiamo già pagato

Confronto governo-sindacati. La Cgil avverte Prodi, il segretario della Uil, Angeletti: &quot;L'accordo non è a portata di mano, non è realistico dire che lo è&quot;. Il premier ai sindacati: date risposte rapide.<strong> </strong><a href="/a.pic1?ID=186712"><strong>Scioperi a raffica contro lo scalone</strong></a>

Roma - E' iniziato fra polemiche e tensioni il confronto fra governo e sindacati sulle pensioni e il presidente del consiglio Prodi chiede alle parti sociali una decisione in tempi rapidi. «Vi chiedo un ritmo veloce - ha detto al tavolo di palazzo Chigi - perché milioni di italiani aspettano una risposta. Vi chiedo, e lo chiedo anche a me stesso e a noi, la capacità di liberarci da posizioni precostituite. La trattativa - ha aggiunto Prodi prima di lasciare la riunione - non è fatta per guadagnare pezzi di proposta altrui, ma per uno schema di riferimento condiviso».

Epifani: "Già pagata la cancellazione dello scalone" "La cancellazione dello scalone è stata già pagata dai lavoratori dipendenti con l’aumento dei contributi dello 0,3% (dal 32,7 al 33%). Meccanismo che ha realizzato risparmi per un miliardo di euro l’anno". Lo ha sottolineato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, nel corso di un incontro a palazzo Chigi tra Governo e parti sociali. Epifani ha osservato che il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, «aveva assicurato» che l’aumento dello 0,3% «sarebbe servito al riequilibrio del sistema».

"Consultazione con i lavoratori" Se Governo e parti sociali raggiungeranno un’intesa sulle pensioni, questa sarà sottoposta al vaglio dei lavoratori. Lo ha chiarito Epifani osservando che il sindacato lancerà una consultazione tra i lavoratori per validare un eventuale accordo.

Damiano critica Padoa-Schioppa Prodi getta acqua sul fuoco, ma al mattino le prime scintille sono partite dal ministro del lavoro, Cesare Damiano che ha attaccato il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa: «È inutile gettare allarmismi alla vigilia della trattativa». L'occasione della polemica, i calcoli del ministero dell’Economia sui costi derivanti dall’abolizione dello scalone, il meccanismo previsto dalla riforma Maroni che entrerà in vigore il 1 gennaio 2008, portando l’età per le pensioni di anzianità da 57 a 60 anni fermo restando il requisito minimo dei 35 anni di contributi versati. Che Damiano contesta. «È noto che superare lo scalone costa - ha detto - troveremo le misure compensative». Aggiungendo che se non si raggiunge un’intesa tra governo e sindacati sulle pensioni entro la fine del giugno, il rischio è che si entri «in una fase difficile e critica per il paese, serve uno sforzo di responsabilità».

"Dieci giorni per trovare soluzione" «Se entro 10 giorni non siamo in grado di trovare una soluzione» su pensioni e scalone «la situazione può diventare difficile e critica per il paese». «Serve - ha aggiunto Damiano - uno sforzo di responsabilità».

Letta: determinati a soluzione entro fine mese «Quello che parte è un negoziato vero e difficile. È naturale che ci siano asperità, degli spigoli. Ma penso che ci siano le condizioni per arrivare ad una chiusura positiva la prossima settimana. Il governo è determinato a chiudere la partita delle pensioni entro i tempi del varo del Dpef». Lo ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta.

Epifani: "Trattativa iniziata malissimo" Prima dell'inizio del tavolo Epifani, da Catanzaro, aveva lanciato un messaggio pessimistico: «Abbiamo visto dei costi per superare lo scalone che sono davvero inverosimili. È come se il Tesoro, prima della trattativa, volesse dire che ci sono poche risorse e pochi spazi. Se è così la trattativa comincia malissimo, perchè noi lo scalone lo vogliamo davvero superare».

Angeletti: l'accordo non è a portata di mano Affermare che l’accordo sulle pensioni è a portata di mano «è un atto di generosità e non di realismo», afferma il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: «Penso che la trattativa non sia per nulla semplice. Ma siccome siamo persone perbene, ci metteremo tutta la nostra volontà». Commentando le notizie secondo cui il superamento dello scalone avrebbe un impatto sui conti pubblici, Angeletti ha spiegato che «il governo non deve discutere con noi, con il sindacato, la questione dei conti».

"Vogliono scaricare sul sindacato i problemi del governo" Il segretario dell’Ugl, Renata Polverini, non è molto ottimista circa la possibilità che possa essere raggiunto un accordo sulle pensioni entro la fine di giugno. «La vedo molto difficile - ha detto - anche perché c’è un continuo allarmismo da parte del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che cerca di scaricare sul sindacato problemi che riguardano il governo. In particolare la questione delle risorse necessarie per superare lo scalone».

Gaspari (An): meglio la riforma della Cdl del caos di Prodi «Sui temi economici e sociali il governo Prodi è incapace di prendere alcuna decisione. Comunque si esprima manifesta le contraddizioni interne alla maggioranza, sempre sull’orlo di una scissione e condannando di fatto il paese alla paralisi. Siamo in un pantano, aggravato dalle continue polemiche sulla riforma delle pensioni e sul Dpef. Fino a che il governo sarà preda delle richieste populistiche di questo o quel sindacato e si lascerà intimorire dalle minacce della sinistra radicale non sarà in grado di affrontare il problema e prendere alcuna decisione. Prodi e compagni facciano marcia indietro e lascino intatta la riforma delle pensioni fatta dal centrodestra».