Pensioni, Fassino annuncia: "Ora l'accordo c'è" Ma restano i dubbi del Prc

Sindacati convocati per le 22 di stasera a Palazzo Chigi. L'esecutivo tenta di portare l'età di pensionamento a 58 anni nel 2008, arrivando a quota 96 tra età e contributi nel 2010, per poi crescere ancora nel 2012. Ma dopo il &quot;tira e molla&quot; si potrebbe arrivare a quota 2005 nel 2010. Il segretario della Quercia è fiducioso. Ma il capogruppo del Prc, Migliore, frena: &quot;C'è una schiarita ma non ancora l'accordo&quot;. Alla Camera via libera al maxi emendamento sul tesoretto:<strong> <a href="/a.pic1?ID=193936">tutte le novità</a></strong>

Roma - Sindacati convocati per questa sera alle 22 a Palazzo Chigi. Dopo una giornata convulsa fatta di incontri, mediazioni dichiarazioni ottimistiche, pessimistiche, poi ancora ottimistiche è arriva la convocazione e siamo allo showdown del governo.

Il segretario dei Ds, Piero Fassino, si mostra ottimista circa le possibilità di trovare la quadratura del cerchio sul delicato nodo della riforma previdenziale. "L'accordo c'è, è pronto. Sono settimane che ve lo dico - sottolinea Fassino colloquiando con i giornalisti a Montecitorio - sono l’unico che sa leggere una busta paga e distinguere una pensione da un paracarro". Intanto si registra il via libera della Camera sulla fiducia messa dal governo al maxi emendamento su tesoretto e pensioni basse, con 309 sì e 182 no. Rifondazione aveva anticipato di votare sì a questo provvedimento come segnale di fiducia, vincolato però al raggiungimento di un accordo sulle pensioni. Il capogruppo del Prc a Montecitorio, Gennaro Migliore, però, mette le mani avanti rispetto alle parole di Fassino. "C’è una schiarita ma ancora non c’è l’accordo".

La proposta di palazzo Chigi dovrebbe essere questa: portare l’età di pensionamento a 58 anni nel 2008 e poi arrivare a quota 96 tra età e contributi nel 2010 e poi crescere ulteriormente nel 2012. È possibile che la mediazione con il sindacato si trovi però a quota 95 nel 2010.

E il leader della Cdl Silvio Berlusconi torna all'attacco: "Stanno implodendo su tematiche simili a quelle che portarono alla crisi nel '98''. "Noi tifiamo perché cadano subito", ha aggiunto, confidando nel fatto che l'esecutivo Prodi è "debolissimo" ed ormai è "sull'orlo del precipizio". Insomma, è stato il ragionamento dell'ex premier, ogni momento è buono per una crisi di governo, anche se la trattativa sulle pensioni rappresenta uno passo "determinante". Il Cavaliere non esclude che alla fine la maggioranza riesca a trovare un'intesa dell'ultimo minuto. Un accordo, ha però sottolineato secondo il resoconto di chi gli ha parlato, che come al solito sarà al "ribasso" e che in ogni caso non farà superare le "insanabili contraddizioni interne alla maggioranza". E il portavoce azzurro Paolo Bonaiuti aggiunge: "Previdenza, tasse o Alitalia che sia, questo Governo è sempre sotto il ricatto della sinistra estrema. Anche stavolta, pur di sopravvivere, metterà a rischio le pensioni future dei nostri giovani".