Pensioni, giochi ancora aperti Oggi vertice Sacconi-Calderoli

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Oggi il summit Calderoli-Sacconi per discutere del riscatto degli anni di
università e del servizio militare. L’Iva al 21% potrebbe essere il tampone per tappare
eventuali falle. Berlusconi continua a tessere: <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/berlusconi_continua_tessere_non_sono_es... target="_blank">possibili nuovi ritocchi.</a></strong> Intanto la decisione di cancellare la supertassa ha <strong><a href="/interni/siamo_confusione_non_vedo_come_possano_quadrare_questi_conti/31-08-2011/articolo-id=542789-page=0-comments=1" target="_blank">spiazzato l'opposizione, che adesso rosica</a></strong>.
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Roma Non sarà una manovra-ter, ma di sicuro qualche modifica ulteriore arriverà. Si tratta a oltranza tra le varie anime della maggioranza per ritoccare in extremis il pacchetto di misure partorito dal vertice di lunedì a Villa San Martino. A rischio sbianchettamento in particolare la norma che esclude dal calcolo del monte anni per andare in pensione i periodi relativi al servizio militare e agli anni dell’Università.

Sul ritocco al sistema previdenziale in realtà da più parti nella maggioranza si sospetta di aver fatto un mezzo pasticcio. Un’impressione confermata da quanto filtra da ambienti vicini al ministro della semplificazione Roberto Calderoli, che oggi incontrerà il collega del Lavoro, Maurizio Sacconi - considerato l’ispiratore della modifica - con i tecnici del ministero dell’Economia e con quelli del ministero del Lavoro. Incontro che servirà, dicono dall’entourage di Calderoli, «per approfondire la materia previdenziale, in particolare non solo per l’impatto finanziario ma soprattutto per l’impatto sociale». Un eufemismo che in realtà cela l’aver preso atto per tutta la giornata di ieri di un fuoco incrociato di critiche e obiezioni, tecniche e di opportunità, relative alla clausola «naja-ateneo».

A livello procedurale c’è il rischio di incostituzionalità della misura che esclude la possibilità di far valere ai fini dell’anzianità contributiva i periodi di laurea o di servizio militare. «Si va a ledere - fa notare il costituzionalista Michele Ainis - un principio non scritto, ma che si può trarre dall’articolo 2 della Costituzione, e al quale la Corte Costituzionale ha fatto riferimento più volte in passato per bocciare una legge: è il principio dell’affidamento. Io cittadino devo potermi fidare delle promesse del legislatore, mentre una previsione retroattiva come quella sulle pensioni è un tradimento delle promesse del legislatore». Insomma, chi ha già riscattato l’anno trascorso in caserma o quelli sui libri non può ora vedersi cambiare le carte in tavola.

Non solo. La modifica ha provocato più di una protesta, riuscendo a compattare Cgil, Cisl e Uil e diverse categorie professionali. Anche all’interno del centrodestra, però, ci sono molti malumori. Il premier Silvio Berlusconi non è del tutto convinto della norma, qualcuno giura addirittura che sia stata inserita di soppiatto nelle code concitate del vertice di lunedì. Di sicuro ora il premier vuole studiarne tutti i risvolti per essere certo che non si tratti di una polpetta avvelenata. La base leghista è furibonda, non tanto per quanto riguarda il coté universitario, quanto per chi ha regalato un anno allo Stato facendo la naja e oggi scopre che questo sacrificio non gli vale nemmeno per avere uno «sconto» sull’età pensionabile. Umberto Bossi non è certo felice di leggere quello che in queste ore si dice nelle dirette di Radio Padania o sulle pagine Facebook che registrano gli umori del suo popolo.
Filtra anche qualche preoccupazione sulla possibile mancata copertura della manovra. Pronto un intervento sull’Iva per tappare eventuali falle. Alcuni senatori del Pdl hanno pronto un pacchetto di emendamenti che prevede l’estensione della cosiddetta «Robin Hood Tax» anche ad altri settori regolamentati o «soggetti ad autorità indipendenti di controllo». Dall’altro lato la Corte dei Conti, i presidenti dell’authority sull’energia elettrica e sul gas e Assopetroli bocciano del tutto questa tassa che a loro avviso potrebbe mettere in ginocchio il sistema energetico.

E in serata il presidente del Senato Renato Schifani apre alle modifiche da qualsiasi parte provengano: «Non si può dire e mi auguro non si dirà “no” a tutte le proposte dell’opposizione», dice al Tg1 la seconda carica dello Stato. Ricevendo il plauso del grande tessitore delle trattative sulla manovra riveduta e corretta, il segretario del Pdl Angelino Alfano: «Non mancherà la nostra buona volontà. Cercheremo il massimo della condivisione senza chiusure ideologiche e con una valutazione del merito delle proposte avanzate dall’opposizione».