Pensioni Inpdap: il governo taglia senza preavviso

Da novembre prelievo dello 0,15% per un fondo al quale tutti sono iscritti d’ufficio. Ecco come evitarlo

I più fortunati sono stati avvertiti dai colleghi pensionati. Altri, hanno scoperto «la furbata contro i pensionati Inpdap» leggendo nel Giornale del 7 giugno la lettera di un lettore calabrese. Moltissimi, però, si accorgeranno solo con la pensione di novembre della «trattenuta d’ufficio dello 0,15 per cento», un prelievo deciso dall’ultima Finanziaria e che scatterà senza preavviso. Ma del quale si può chiedere l’annullamento, se ci si muove subito.
La novità riguarda i neo assunti e soprattutto i pensionati Inpdap, gli ex dipendenti pubblici, dagli infermieri ai magistrati. In base a un decreto ministeriale (il numero 45 del 7 marzo 2007) i pensionati Inpdap sono stati iscritti di diritto - senza chiedere se erano d’accordo cioè - alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie. In altre parole, hanno aderito senza saperlo a fondo che dà credito a tassi agevolati (piccoli prestiti, mutui, cessioni del quinto dello stipendio). E se non lo volessero? «Il punto è proprio questo, sono una pensionata invalida che riceve 800 euro al mese e mi fanno la trattenuta senza dirmelo!» racconta una lettrice genovese. Non è l’unica a protestare e a chiedere, come Bruno Cassissa, che si faccia chiarezza su un prelievo al quale si può rinunciare.
Chi non è interessato all’iscrizione al fondo deve comunicarlo alla sede genovese dell’Inpdap entro il 25 ottobre. Solo così eviterà il taglio alla pensione dello 0,15 per cento (sull’ammontare lordo) da novembre. «Come si fa a evitare la trattenuta? Nei nostri uffici di piazza Borgo Pila sono stati preparati dei moduli per “recedere dalle prestazioni creditizie” scattate con il decreto ministeriale 45» spiegano all’Inpdap. Ma lo si può fare anche via lettera o fax. Vanno indicati nome e cognome, codice fiscale, data di nascita e numero della pensione. Si deve scrivere poi che «non si intende aderire alla trattenuta dello 0,15% sulla pensione scattata in base al Decreto Ministeriale numero 45 del 7.3.2007». «E va spedita anche una fotocopia della carta di identità». La lettera va inviata alla «Direzione provinciale Inpdap» di piazza Borgo Pila 40 (il Cap è 16129), il fax invece va mandato al numero 010-5478277.
Ignazia Barrile, lettrice di Sturla, ha spedito al Giornale la copia della lettera di disdetta inviata all’Inpdap. «Nessuno ci ha avvisato - protestano i pensionati - È un prelievo che scatta nel silenzio generale per volere del governo, senza che ci sia stato chiesto se volevamo aderire o meno al fondo. E adesso dobbiamo diventare matti per disdirlo». Il timore è che molti scoprano solo a novembre la «brutta sorpresa», trovando la pensione più leggera. E a quel punto avranno solo sei mesi per inviare la disdetta.