Pensioni, Istat: 72% sotto i 1000 euro al mese

Il 71,9% delle pensioni nel 2008 non ha superato i 1.000 euro mensili. È quanto emerge dal rapporto su trattamenti pensionistici e beneficiari elaborato dall’Istat in collaborazione con l’Inps<br />

Roma - Il 71,9% delle pensioni nel 2008 non ha superato i 1.000 euro mensili. È quanto emerge dal rapporto su ’trattamenti pensionistici e beneficiarì elaborato dall’Istat in collaborazione con l’Inps. Il 45,9% delle pensioni ha, infatti, importi mensili inferiori a 500 euro - precisa l’Istat - e il 26% ha importi mensili compresi tra 500 e mille euro.

Pensioni basse In Italia la pensione media è pari a circa 1.105 euro. L’Istituto di statistica, precisando che il dato potrebbe essere leggermente sottostimato (lievemente ridotto il peso delle indennità di accompagnamento), aggiunge che le donne rispetto agli uomini ricevono un assegno più basso di circa il 30,5%. Infatti, l’importo medio percepito dagli uomini è di 17.137 euro all’anno, quello delle donne è invece pari a 11.906 euro.

Le accuse del Codacons I dati relativi alle pensioni diffusi oggi dall’Istat «dimostrano chiaramente come i pensionati italiani siano i più poveri d’Europa». Lo afferma il Codacons, denunciando che "la metà dei pensionati italiani vive sotto la soglia di povertà". "Sul fronte pensionistico, siamo il fanalino di coda dell’Europa - afferma il presidente, Carlo Rienzi - Non solo gli importi percepiti da quasi la metà dei pensionati rappresentano una miseria, e non consentono una vita dignitosa, ma addirittura sulle pensioni italiane grava una pressione fiscale ben più alta rispetto a quella di altri paesi europei". Il Codacons ricorda che in Italia, a parità di imponibile, l’importo di una pensione al netto delle tasse è inferiore del 15% rispetto a Francia, Spagna e Germania, paesi dove non esiste tassazione sulle pensioni, mentre in Gran Bretagna la pressione fiscale è minima e di circa l’1,6%. "Possiamo affermare senza dubbio che la metà dei pensionati italiani vive in condizioni di povertà - prosegue Rienzi - un dato che rappresenta una vergogna in un paese civile come l’Italia".