Pensioni, Mastella avverte: se salta la maggioranza Udeur fuori

Dopo <a href="/a.pic1?ID=193479"><strong>lo strappo del ministro radicale</strong></a>, Rifondazione va all'attacco mentre Prodi media e annuncia: terrò conto dell'equilibrio di lungo periodo del bilancio. Prevista per giovedì la proposta del premier. E il Guardasigilli avverte: se il governo va sotto l'Udeur uscirà dall'alleanza

Roma -Il fronte pensioni è "certamente preoccupante" perché "come la giri o la volti lascia strascichi". Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, torna a ribadire che "se la maggioranza salta su qualsiasi fatto, allora non c'é più la maggioranza e noi siamo fuori. Su questo non c'é dubbio. Se ciò accade, io convoco un congresso straordinario dell'Udeur. Non ci possono essere intermezzi o pause". A chi gli chiede, allora, se sia ipotizzabile un appoggio esterno al governo da parte di una delle forze di maggioranza, Mastella replica: "Si può fare all'inizio, ma non in corso d'opera. E' giusto andare al voto". Al limite, sempre se dovesse venir meno la maggioranza sulla questione pensioni, Mastella ipotizza "un governo autunno-inverno per arrivare in primavera al voto". Il tema pensione continua a tenere in fibrillazione governo e maggioranza. Dopo lo "strappo" del ministro Emma Bonino, anche Mastella marca il punto.

Prodi: garantiremo l'equilibrio dei conti nel lungo periodo Intanto da Bratislava Prodi fa sapere che l'intervento del governo sulle pensioni "terrà conto dell'equilibrio di lungo periodo del bilancio italiano". "Abbiamo il grande problema - ha aggiunto - della messa in atto dell'assestamento delle pensioni". Il premier ha quindi spiegato che il tempo della sua visita in Slovacchia (già questa sera farà rientro a Roma per una cena di lavoro con l'inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente, Tony Blair) "vuole essere un intervallo utile per arrivare al round finale". Insomma Prodi, dopo aver accusato il "colpo" battuto dalla Bonino, cerca di guadagnare tempo per recuperare consenso attorno alla sua difficilissima mediazione, stretto fra sinistra radicale e sindacati, e moderati del centrosinistra. Giovedì pomeriggio il premier presenterà ai sindacati la proposta del governo.

Ferrero: Bonino e la Ue contro i sindacati Ma il minsitro rifondarolo Paolo Ferrero non ci sta e attacca: "Giustamente", Prodi ha ridato la fiducia ad Emma Bonino, spiegando però che sulla vicenda pensioni c'é un punto ideologico: "C'é un pezzo di istituzioni economiche e politiche europee comunitarie, e devo dire la stessa posizione che ha manifestato il ministro Bonino, che in realtà sono posizioni di tipo antisindacale". Ferrero ha spiegato che ci sono posizioni secondo le quali è "un errore la difesa da parte dei sindacati del lavoro dipendente. E' questo invece un punto decisivo per la democrazia del paese". Il ministro si è augurato che la trattativa venga chiusa rapidamente: "Si è già discusso troppo, si è fatta una verifica, le risorse economiche ci sono, c'é solo da attuare il programma. Spero che le resistenze politiche sul versante centrista che si sono manifestate in questa settimana, non impediscano l'abbattimento dello scalone che è un punto decisivo sia del programma che del rilancio dell'azione di governo". Infine, Ferrero ha riportato il discorso sulle risorse: "Non c'é un problema di risorse, perché bastano quelle dal sistema previdenziale per abbattere lo scalone. Diventa un problema invece se qualcuno pensa di scaricare sui lavoratori tutti i costi".

Pannella: comunisti? rivedere le alleanze "Volevano rifondare il comunismo e adesso accettano la maschera radicale, la sinistra radicale. D'altra parte noi li ringraziamo, questo è il riconoscimento del valore che in italiano ha acquisito l'aggettivo politico, il sostantivo politico 'radicale'". Così Marco Pannella, ai microfoni di Gr Parlamento, commenta le reazioni dell'ala sinistra dell'Unione al gesto del ministro Emma Bonino che, in polemica sulla riforma delle pensioni, ha rimesso il suo mandato nelle mani di Romano Prodi. Il leader radicale ritiene "convincente" la risposta del premier alla Bonino e ricorda come i partiti della Rosa nel pugno (Radicali e Sdi) non abbiano firmato i 12 punti dell'accordo, siglato dalla maggioranza con il premier, che chiuse la crisi di governo di febbraio. "Occorre rivedere radicalmente, d'urgenza - aggiunge Pannella - la politica delle alleanze del centrosinistra".

Bersani: esagerato parlare di controriforma "Parlare di controriforma prima di aver visto il bambino mi sembra esagerato". Così il ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, risponde a Emma Bonino, che aveva criticato alcune posizioni all'interno della maggioranza sul tema delle pensioni. "Stiamo cercando una soluzione, stiamo lavorando - prosegue Bersani - su un oggetto difficile, ma con tutta l'intenzione delle forze politiche e sindacali di trovare un punto di ricaduta comune". Bersani spiega poi che l'intenzione del governo è quella di affrontare in tempi stretti "il problema, che è palesemente di equità e di equilibrio dei conti". Il ministro, sottolinea infatti che "se noi adesso ci inventassimo un iper-scalone al 2011 o al 2012, e poi quando si arriva lì ne facessimo uno più grosso al 2018, eviteremmo di porci il problema" e di sollevare discussioni all'interno dell'esecutivo.