Pensioni, nuova finestra a ottobre Per chi resta scatta il superbonus

Uscita anticipata per dipendenti pubblici e privati con 57 anni di età o 38 di contributi

da Roma

Conto alla rovescia per la quarta finestra delle pensioni di anzianità. A partire dal primo ottobre potranno ritirarsi dal lavoro e percepire la rendita i lavoratori dipendenti che abbiano almeno 57 anni di età e 35 di contributi o qualsiasi età ma almeno 38 anni di contributi, oltre agli autonomi con 58 anni di età e 35 di contributi. Anche questa volta è comunque probabile che molti decidano di non andare in pensione per usufruire del superbonus previsto dalla riforma previdenziale varata un anno fa, che attribuisce un aumento esentasse del 33 per cento a chi decide di restare al lavoro per due anni. Al 14 settembre, e quindi a circa 11 mesi dall’avvio dell’incentivo, le richieste di superbonus arrivate all’Inps erano infatti 46.807, circa 4.000 in più rispetto alla finestra di luglio.
Difficilmente le indiscrezioni sulla finanziaria 2006 causeranno il tanto temuto effetto fuga dei pensionandi. Nei giorni scorsi è stata avanzata l’ipotesi di un anticipo della stretta sulle pensioni di anzianità che secondo la riforma deve entrare in vigore dal 2008. Un’eventualità smentita categoricamente dal governo. Anche ieri sono stati ipotizzati diversi interventi sulla previdenza. Per finanziare la previdenza integrativa - ha riportato il quotidiano economico Il Sole24Ore - la finanziaria potrebbe prevedere l’aumento dei contributi dei lavoratori autonomi e di quelli a progetto.
Un anticipo della riforma delle pensioni è comunque escluso perché - al di là delle ipotesi di lavoro preparate dai tecnici - non raccoglie nessun consenso nella maggioranza.
Con la nuova riforma previdenziale (il governo sta lavorando ai decreti attuativi e il ministero del Welfare ha presentato la scorsa settimana lo schema di decreto sulla previdenza integrativa per il quale è atteso il via libera dal Consiglio dei ministri il 30 settembre) dal 2008 l’età necessaria per la pensione di anzianità passerà, sempre avendo almeno 35 anni di contributi, a 60 per i lavoratori dipendenti (andando a coincidere con l’età per l’assegno di vecchiaia per le donne) e a 61 per gli autonomi. L’età crescerà ancora di un anno nel 2010 (61 e 62 rispettivamente) e nel 2014 (62 i dipendenti, 63 gli autonomi). Le donne potranno uscire prima dell’età di vecchiaia (60 anni) avendo versato almeno 40 anni di contributi o comunque a 57 anni di età e 35 di contributi ma con la penalizzazione del calcolo contributivo.
La delega previdenziale prevede anche la riduzione delle finestre dalle quattro attuali (gennaio, aprile, luglio e ottobre) a due (gennaio e luglio). Se quindi adesso per chiedere la pensione di anzianità un dipendente deve aver maturato i requisiti almeno tre mesi prima dell’uscita (e quindi se si è nati subito dopo le date delle finestre il ritardo può arrivare a un massimo di sei mesi), dal 2008 per la pensione di anzianità potrà essere necessario attendere fino ad un anno.
Per gli autonomi che ora aspettano almeno sei mesi (nove se si è nati a ridosso delle finestre) l’attesa potrà salire fino a un anno e sei mesi. Se infatti un lavoratore autonomo è nato i primi di gennaio dovrà aspettare il primo luglio dell’anno successivo per ritirarsi.