Pensioni, il premier rinvia ancora

Al consiglio dei ministri il premier non parla dello scalone. Trattative ancora in corso fra governo e sindacati. Mercoledi prossimo forse la fiducia. Ferrero e Giordano ottimisti: "Intesa possibile"

Roma - Prodi prende tempo sulle pensioni e al Consiglio dei ministri di stamani non tiene l’attesa relazione sulla proposta del governo per lo scalone nella riforma previdenziale. Ad annunciarlo è stato il portavoce del premier, Silvio Sircana, che in una conferenza stampa ha detto che sull’argomento sono in corso "incontri riservati per mettere a punto la proposta del governo". Gli incontri riservati in corso - ha aggiunto il portavoce - servono "al perfezionamento del documento del governo. Appena avremo concluso questo giro di incontri - ha detto Sircana - vi faremo sapere". Impegnati nelle trattative private sono il sottosegretario Enrico Letta e il ministro del Lavoro Cesare Damiano, che dovranno guidare la maggioranza a trovare una posizione univoca sull’argomento.

Ferrero: "Un'intesa è possibile" Il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha messo sul piatto il fatto che qualche problema resta aperto anche se la soluzione è possibile: "La quadra - ha affermato - ancora non c’è. Sostanzialmente il presidente del Consiglio sta continuando la verifica". Ad ogni modo, ha aggiunto, "sono tranquillo. Sarei stato preoccupato se ci fosse stato un diktat. Sono in corso discussioni, è normale in questi casi". Anche per il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, un’intesa sulle pensioni è possibile". "Naturalmente vedremo la proposta che farà Prodi - ha aggiunto - io non entro nei dettagli, noi la nostra proposta l’abbiamo fatta. Ma un accordo, se ci si muove in sintonia con il programma dell’Unione, è possibile".

Di Pietro: "Non rubiamo i soldi ai figli" A sollecitare l’intesa in tempi brevi è invece stato il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro: "La proposta sulle pensioni debba arrivare il più presto possibile. La proposta, fermo restando i lavori usuranti in una nota selettiva ben precisa, deve intervenire per riconsiderare i tempi attuali della pensione, a partire dai parlamentari che debbono dare il buon esempio. La vita è più lunga e non possiamo rubare i soldi ai nostri figli".

Mercoledi il governo porrà la fiducia L'esecutivo dovrebbe porre mercoledì sera la fiducia sul decreto legge con la manovra estiva che aumenta, tra le altre misure, l’importo delle pensioni più basse. Lo confermano fonti parlamentari, aggiungendo che l’iter prevederebbe giovedì sera il voto sulla fiducia, venerdì l’esame degli ordini del giorno mentre il voto finale sul provvedimento dovrebbe arrivare il martedì successivo, 24 luglio.

Bertinotti: "Non voglio l'abolizione totale dello scalone" "È ragionevole che l’età della pensione sia differenziata tra chi ha lavorato in fabbrica e chi ha fatto altri lavori perché - ha detto il presidente della camera - l’uguaglianza fra diseguali genera disuguaglianza". Incalzato dai giornalisti sulla tenuta del governo, la terza carica dello Stato ha risposto: "Vedremo domani".

Franceschini incontra Bonanni: "Servono tempi brevi"Lungo incontro questa mattina tra il presidente dei deputati dell’Ulivo, Dario Franceschini e il leader della Cisl Raffaele Bonanni. Durante la conversazione, sono stati affrontati i diversi temi in questi giorni oggetto del confronto tra governo e sindacati e in particolar modo sono state approfondite le proposte già in campo per i lavoratori giovani e per il loro futuro previdenziale. Da entrambi è stato espresso l’auspicio di una soluzione in tempi brevi delle trattative in corso.

Bonino: "Uomini e donne in pensione alla stessa età" "L’Italia è in infrazione alla Ue per l’età pensionabile differenziata fra uomo e donna. Solo Italia, Grecia e Portogallo hanno questo sistema. In tutti gli altri Paesi uomo e donna hanno l’età pensionabile equiparata e tendono ad alzarla per tutti. Se l’Italia andrà avanti con il sistema attuale, una condanna della Ue (con conseguenze finanziarie) non ce la toglierà nessuno". Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, Emma Bonino. "La pensione anticipata per le donne - continua la Bonino - è una trappola micidiale. Andando in pensione prima, le donne hanno 5 anni in meno di contributi e sono anche costrette a farsi cura dei servizi sociali. La donna non deve essere una badante obbligata a 57 anni". Bonino afferma che equiparare l’età pensionabile fra uomo e donna comporterebbe "un risparmio annuo di 4,5 miliardi. Quei soldi potrebbero essere utilizzati per politiche di sostegno. Ad esempio in Italia solo il 6% dei bambini va all’asilo nido. La media Ue è del 25%. L’obiettivo della strategia di Lisbona è il 33%".