Pensioni, Prodi apre ancora un tavolo. "Decido io sulle privatizzazioni"

Il Consiglio dei ministri che ha chiuso la due giorni dell'Unione nella Reggia di Caserta, evidenzia i problemi della maggioranza sulle riforme: dal welfare alle pensioni. Prodi boccia la richiesta di Rutelli per l'istituzione di una cabina di regia per le liberalizzazioni. E Padoa-Schioppa propone una Finanziaria &quot;a rate&quot;. La <a href="/a.pic1?ID=148594" target="_blank">Cdl attacca: &quot;L'Unione ha deciso di non decidere&quot;</a>. E i <a href="/a.pic1?ID=148597" target="_blank">cassintegrati fischiano il governo</a>

Caserta - «Nessun malumore». Così il presidente del Consiglio, Romano Prodi, nella conferenza stampa di chiusura del vertice di Caserta, nega che la "frenata" sulle pensioni nasca da malumori interni al governo e alla maggioranza. Ma poi precisa : "Non abbiamo affrontato lo specifico tema delle pensioni. Il fatto che l'abbiamo messo all'interno della riorganizzazione dello stato sociale è perché o ricomponiamo tutto partendo dagli ammortizzatori sociali oppure non si riesce a mettere mano alle pensioni». Quello che invece è emerso dal vertice «e che è la mia vera preoccupazione non è l'anno in più o l'anno in meno di pensionamento ma che se continuiamo così ai giovani non riusciremo a dare neppure uno schema pensionistico neanche decente. Questo è il primo problema. Tutto va ricompreso in un quadro generale. Ed è per questo - prosegue - che non potevamo pensare di giocare una riforma delle pensioni in poche settimane. Abbiamo invece bisogno di un esame approfondito». Così il premier annuncia che l'agenda non cambia e che verrò aperto un tavolo di confronto e non eslude uno slittamento oltre il 31 marzo. Insomma, i problemi all'interno della maggioranza sono ancora tutti sul tappeto.

Liberalizzazioni, no a Rutelli Sulle liberalizzazioni «mi assumo io la responsabilità e sto esaminando con interesse tutti i fili della lenzuolata di Bersani, lavoro che coinvolge principalmente il ministero dello Sviluppo economico ma che tocca tutti i ministeri». Con queste parole il premier ha detto no alla proposta di cabina di regia avanzata da Francesco Rutelli, ha così risposto: «Di solito il termine cabina di regia si usa quando sono coinvolti diversi soggetti. Ma l'attività di liberalizzazione la fa il governo e il presidente del Consiglio. Se poi il linguaggio è familiare e volete chiamarla cabina di regia, va anche bene». L'obiettivo, ha aggiunto, è quella di fare «una sintesi politica». E Bersani dà il via libera condizionato: «Prodi valuterà i tempi e i modi ma - ha detto - credo che il dopo Caserta ci mette in condizione di partire molto rapidamente anche con provvedimenti legislativi»

Legge elettorale «Come sapete, io sono per una legge elettorale che garantisca la governabilità al Paese e non sia soltanto una fotografia della realtà politica», ma Prodi su questo puntoi non si è sbilanciato «questo argomento non era all'ordine del giorno», ha detto ai giornalisti. Ieri sera, prima della cena con i ministri e i segretari di partito, il responsabile dei Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti ha fatto il punto sul giro di consultazioni di questi giorni tra i poli sulla legge elettorale. Fonti ministeriali riferiscono che la maggiore convergenza da parte degli schieramenti politici è arrivata sul modello elettorale regionale.

Finanziaria "rate" E su un altro tema caldo come quello della Finanziaria in Cdm è intervenuto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa: basta con "l'assalto alla diligenza", la manovra d'ora in poi dovrà essere più leggera fermo restando la centralità del ruolo del Parlamento. Il ministro ha avanzato anche l'ipotesi di una "Finanziaria a rate il cui esame in Parlamento non si concentri tutto nei tre mesi autunnali, proponendo anche la non emendabilità per micro-misure e norme di tipo locale». Tema quest'ultimo su cui Prodi ha però espresso scetticismo.

Fondi al Sud Il governo a Caserta ha dato il via libera allo stanziamento dei fondi per il Mezzogiorno già approvati dal Cipe per il 2007-2013: in totale 122 miliardi di euro.