Pensioni, Prodi ora lo ammette: "Ci sono tensioni nel governo"

Sulla riforma previdenziale i contrasti tra Padoa-Schioppa e la sinistra radicale sembrano insanabili. Il premier: "Scontri inevitabili, la materia è complessa"

Trieste - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ammette, dopo averle escluse in un primo momento, le tensioni interne alla maggioranza sulla riforma delle pensioni, dopo che ieri sulla previdenza si è aperto un fronte polemico tra il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e l’ala radicale del governo. Aveva iniziato con un "non c’è nessuna tensione nella maggioranza". Pronta la replica di Paolo Bonaiuti, parlamentare di Forza Italia e portavoce di Silvio Berlusconi: "Evidentemente Prodi parla dalla Luna e non da Trieste. Qualcuno per favore gli legga i titoli dei quotidiani di stamattina e gli faccia subito un resoconto dei tg: così quando tornerà sulla Terra, non avrà un impatto troppo duro con la realtà".

L'ammissione Prodi, in seguito, è passato a dire che la presenza di tensioni è "evidente" perché la riforma "è un discorso che comprende mille capitoli e se si partisse tutti con le stesse idee credo proprio che saremmo in un luogo del tutto irreale. Le tensioni - ha continuato - ci sono nella maggioranza e nella minoranza, ci sono tra diverse categorie sociali. Un tema come le pensioni comprende interessi e valori che sono enormi: è per questo che va risolto con il consenso". Sui tempi "spero che si possa definire presto, ma è chiaro che non sono in grado di dire quando avverrà, però il lavoro è serio e va avanti bene" ha commentato il premier.

Ieri scontro Tps-ministri-sindacati Padoa-Schioppa ha detto ieri alle parti sociali che se non si arriverà a un accordo sulla revisione del sistema previdenziale entro giugno sarà applicata la legislazione vigente che prevede l’innalzamento dell’età pensionabile a 60 anni dal 2008 e il taglio dei coefficienti. Rifondazione Comunista ha reagito definendo "pericolose" le affermazioni del ministro.