Pensioni, Prodi piccona la riforma: "Lo scalone è iniquo, lo sostituiremo"

Il premier cerca di ammorbidire i sindacati e la sinistra radicale: "C’è un problema di iniquità operato dalla riforma Maroni varata dalla Cdl", dice il Professore, che promette anche aumenti per due milioni di anziani. A giorni le proposte dell'esecutivo

Roma - Il Governo "si è impegnato a conseguire l’obiettivo di sostituire, eventualmente tramite percorsi di gradualità, lo scalone introdotto dal precedente Governo". Lo ha spiegato il presidente del Consiglio Romano Prodi durante il question time alla Camera. Il premier ha spiegato che ciò servirà "ad evitare il brusco innalzamento dell’età pensionabile dal 2008".

Lo scalone introdotto dalla riforma Maroni è "iniquo". Lo afferma il premier che sottolinea: "E' all’attenzione del governo il tema del cosiddetto scalone e del suo eventuale superamento. Già il Governo aveva prospettato uno schema di intervento ispirato a garantire equità e una stabilità nel lungo periodo al sistema pensionistico". L'esecutivo oltre a prevedere misure per "agevolare i requisiti per l’accesso alle pensione ai lavoratori occupati in attività particolarmente pesanti si è impegnato - assicura il premier - a conseguire l’obiettivo di sostituire, eventualmente tramite percorsi di gradualità, lo scalone introdotto dal precedente governo per evitare il brusco innalzamento dell’età pensionabile dal 1 gennaio 2008".

Infatti, per Prodi "è indubbio il problema dell’iniquità della riforma Maroni perchè in un sol giorno, dal 31 dicembre 2007 al 1 gennaio 2008, i lavoratori si vedranno spostare in avanti, di ben tre anni, la soglia di accesso al trattamento pensionistico di anzianità".

Sarà innalzata l'età pensionabile Il governo presenterà nei prossimi giorni la sua proposta per un innalzamento graduale dell’età pensionabile che tenga conto dell’equità ma anche dell’equilbrio dei conti nel medio periodo. Lo ha chiarito il presidente del Consiglio, senza sbilanciarsi sulle soluzioni che saranno adottate. Prodi ha detto che la linea che il governo sta seguendo con le parti sociali è incentrata sul rispetto di quattro principi: "Il governo è consapevole che qualsiasi intervento comporta un impegno finanziario, che deve essere basato sull’equità, deve garantire un incremento del tasso di permanenza al lavoro e un equilbrio nel medio lungo periodo dei conti previdenziali". "Queste sono le linee alle quali ci atteniamo nel confronto con le parti sociali e le terremo nelle proposte che faremo nei prossimi giorni", ha aggiunto.

Cicchitto: "Se smontano la riforma Inps a rischio crisi" "Se davvero il governo smonta la riforma Maroni a partire dallo scalone andiamo verso una pericolosa crisi finanziaria dell’Inps. L’irresponsabilità è il minimo comune denominatore della maggioranza". Lo afferma Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia.